Le dichiarazioni di Mario Monti incontrano critiche discordanti in Germania.

Le richieste di Monti indignano i politici tedeschi

Financial Times - Deutschland

Le dichiarazioni di Mario Monti secondo cui i governi dovrebbero, in caso di necessità, evitare la deriva dell’Eurozona senza interpellare i propri parlamenti, incontrano critiche discordanti in Germania. Il presidente della SPD Sigmar Gabriel si pronuncia a favore di un cambio di strategia nell’Eurozona.

In Germania i politici di entrambi gli schieramenti reagiscono indignati all’esortazione del Presidente del Consiglio italiano Mario Monti per una maggiore autonomia dei governi dai propri parlamenti. La SPD ha criticato aspramente la proposta di Monti. “L’accettazione dell’Euro, insieme al suo salvataggio viene rafforzato dai parlamenti nazionali, non indebolito” afferma il vice-capogruppo della SPD Joachim Poss al “Rheinischer Post” [quotidiano regionale del Nordreno-Westfalia, ndt]. Chiaramente in Italia avrebbe “influito la comprensione del parlamento negli anni inenarrabili di Berlusconi“, prosegue Poss.

Monti allo “Spiegel” aveva avvertito che, qualora l’Euro dovesse diventare fattore di deriva in Europa, le basi del progetto andrebbero distrutte: “Le tensioni che negli ultimi anni accompagnano l’Eurozona hanno già i tratti di una dissoluzione psicologica dell’Europa.” Se la moneta unica diventasse un fattore di deriva, “allora le basi del progetto Europa sarebbero distrutte”. Allo stesso tempo Monti chiede una maggiore indipendenza dei governi europei dai propri parlamenti, altrimenti sarebbe sempre più probabile una rottura. I governi avrebbero anche il dovere di educare i parlamenti.

L’Italia si candida, insieme alla Spagna, a far parte del piano di salvataggio europeo. Il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha detto a “La Repubblica”, in risposta alla domanda se l’Italia dovesse chiedere l’aiuto del Fondo Salva-Stati e del Meccanismo Europeo di Stabilità: “Al momento mi pare non ce ne sia bisogno”. In futuro potrebbe dipendere da diversi fattori. Essenzialmente sono in gioco gli sforzi fatti per le riforme e il bilancio. “Molto dipende da noi stessi”, dice. L’Italia lotta nei mercati finanziari con interessi alti. Inoltre l’agenzia di rating S&P venerdì sera ha innalzato il livello di pressione sull’Italia rivedendo al ribasso la valutazione di 15 istituti di credito italiani.

Monti ha detto di sperare di riuscire a salvare l’Italia dalla rovina finanziaria, “e precisamente con il sostegno morale di alcuni amici europei, Germania in testa. Ma l’ho detto chiaramente: sostegno morale, non finanziario”. Tuttavia la Germania e altri Stati dovrebbero “lasciare maggior libertà d’azione a quegli Stati dell’Eurozona che seguono attentamente le direttive europee”, puntando il dito sulla politica rigorosa della cosiddetta Troika portata avanti nei confronti della Grecia dalla Commissione Europea, dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Centrale Europea. Le parole di Monti hanno provocato in Germania l’indignazione degli esponenti della coalizione.

Frank Schäffler, Euroscettico della FDP, ha criticato fortemente le dichiarazioni di Monti. Secondo Schäffler l’Europa non fallirebbe a causa della troppa democrazia e della severità dello stato di diritto, ma per l’esatto opposto. “Monti vuole risolvere i suoi problemi alle spalle dei costi dei contribuenti tedeschi, impacchettando il tutto nella lirica europea”, prosegue Schäffler. Il capogruppo FDP Rainer Brüderle ha aggiunto che per le necessarie riforme si dovrebbe “badare che l’Europa resti sufficientemente legittimata da un punto di vista democratico”.

Il segretario generale della CSU Alexander Dobrindt ha parlato di un “attentato alla democrazia”. Lunedì scorso ha detto al quotidiano “Die Welt”: “La fame del Sig. Monti di entrate fiscali tedesche fa sbocciare fiori antidemocratici”. “È evidente che il Sig. Monti ha bisogno di avere ben chiaro il concetto che noi tedeschi non saremo disposti ad annullare la nostra democrazia per finanziare il debito italiano”. Michael Grosse-Brömer, altro esponente della CDU, ha detto allo “Spiegel Online” che il tentativo di limitare i controlli parlamentari necessari alla democrazia non sarebbe in alcun caso giusto.

Söder: “La Grecia dovrebbe uscire entro la fine dell’anno”

Contemporaneamente da parte della CSU è partito un nuovo attacco soprattutto nei confronti del governo di Atene. La Grecia dovrebbe lasciare l’Eurozona al più presto, ha detto il ministro delle finanze della Baviera Markus Söder (CSU). “Secondo la mia previsione la Grecia dovrebbe uscire entro la fine dell’anno. Ogni nuova misura di aiuto, ogni allentamento degli obblighi sarebbe la via sbagliata”, ha detto al “Bild am Sonntag”. Ad Atene bisogna “dimostrare che questa Eurozona può anche mostrare i denti”.

Söder considera il caso di una permanenza della Grecia nell’Euro un notevole danno economico per la Germania. Inoltre rimanda all’effetto di richiamo per altri Paesi dell’area Euro tormentati dal debito come l’Italia e Spagna: questi Stati dovrebbero vedere cosa accade quando non si pagano i propri debiti. Aggiunge: “Prima o poi ci si deve staccare dalla mamma e i Greci adesso sono così lontani da questo traguardo”.

La SPD ha reagito indignata alle dichiarazioni di Söder. “Markus Söder è e resta un attaccabrighe privo di scrupoli”, afferma il vice capogruppo Joachim Poss. Le ultime dichiarazioni di Söder hanno ignorato gli enormi costi e pericoli per l’intera Eurozona. Gli attacchi della CSU sono rivolti anche alla rotta di salvataggio intrapresa dal presidente della BCE Mario Draghi, che si è dichiarato pronto all’acquisto di altre obbligazioni dei Paesi dell’Euro in crisi, pur con la condizione che quei Paesi abbiano fatto richiesta di aiuti tramite il Fondo Salva-Stati. “La BCE sta intraprendendo una strada pericolosa. Non può trasformarsi da custode della moneta unica a banca creatrice d’inflazione”, afferma Söder. Il segretario generale della CSU Dobrindt ha rimproverato a Draghi di abusare della Banca Centrale Europea per fare gli interessi dell’Italia. “È strano che Draghi rimanga sempre attivo e che voglia far comprare alla BCE titoli di Stato se in Italia la situazione dovesse farsi tesa”, ha detto Dobrindt al “Tagesspiegel”.

Gabriel è favorevole ad un sostanziale cambio di strategia nella politica europea

Il presidente della SPD Sigmar Gabriel si è pronunciato alla “Berliner Zeitung” per un sostanziale cambio di strategia nella politica dell’Euro. Si dice infatti favorevole ad una responsabilità comune per i debiti degli Stati dell’Euro attraverso delle severe verifiche comuni di bilancio. Per questo una Convenzione dovrebbe elaborare una serie di modifiche a livello costituzionale da proporre ai cittadini attraverso una consultazione popolare. La politica di salvataggio dell’Euro sarebbe fallita secondo Gabriel.

Gabriel delinea con le sue dichiarazioni un netto cambio di corso del suo partito nella politica dell’Euro. Finora i socialdemocratici avevano appoggiato la politica della Cancelliera Angela Merkel di non ammettere alcuna responsabilità a livello comunitario per i debiti e di garantire aiuti agli Stati dell’Eurozona in crisi solo in casi particolari e a condizioni ben precise. Qualora Gabriel dovesse riuscire ad imporre il suo punto di vista nel suo partito, porterebbe la SPD ad una rigorosa opposizione al governo. Per la Cancelliera potrebbe diventare più difficile mettere insieme un’ampia maggioranza al Bundestag per le prossime azioni di salvataggio dell’Euro, poiché l’Unione e la FDP rifiutano fermamente una responsabilità comunitaria.

La Grecia vuole evitare una “rapida morte dell’Euro

Nel frattempo il governo greco si è riunito domenica con i suoi creditori ed è stato messo all’angolo da un ulteriore pacchetto di misure di austerità davvero gravose per Atene. “Abbiamo registrato dei progressi”, ha detto domenica il rappresentante del Fondo Monetario Internazionale, Poul Thomsen. All’inizio di settembre il team di esperti tornerà per ulteriori verifiche.

Nella dichiarazione ufficiale dei finanziatori si legge che si sarebbe raggiunto un accordo con i Greci, ma che sarebbero necessari sforzi maggiori per raggiungere gli obiettivi di risparmio. Il piano prevede che si possano risparmiare entro il 2014 almeno 11,5 miliardi di Euro.
Il primo ministro greco Antonis Samaras ha programmato per la fine di Agosto degli incontri a Berlino e Parigi con i due partner europei più forti. Questo piano è stato confermato all’agenzia di stampa dpa di Atene da fonti del capo di governo. Secondo i media greci il viaggio di Samaras ha come scopo quello di evitare una “rapida morte dell’Euro” in Grecia. I piani alti sarebbero consapevoli della presenza a Berlino di un piano per l’uscita della Grecia dall’Eurozona.

[Articolo originale "Montis Forderungen empören deutsche Politiker "]

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Traduzione di:
Valentina GiagnorioGermania Valentina Giagnorio
Revisione di:
Mirko Bischofberger