[Le Monde]
Il Partito Democratico (PD) di Walter Veltroni ha vinto la scommessa radunando a Roma, sabato 25 ottobre, la più grande manifestazione dal ritorno al potere di Silvio Berlusconi, avvenuto a maggio. All’appello del principale partito d’opposizione, una marea umana ha invaso il Circo Massimo, antico stadio nel cuore della capitale italiana, immenso spazio verde che soltanto l’AS Roma, grazie alla vittoria nel campionato italiano, e la CGIL, principale sindacato del paese, in occasione di una dimostrazione di forza contro Silvio Berlusconi nel 2002, erano riusciti fino ad oggi a riempire.
Walter Veltroni, segretario generale del PD, proprio lui, ha avuto il coraggio. “Si tratta della più grande manifestazione organizzata da un partito da diversi anni a questa parte”, ha urlato ad una folla elettrizzata dall’annuncio, poco prima, da parte degli organizzatori, che i manifestanti erano “più di due milioni e mezzo”.
VIOLAZIONE FLAGRANTE DELLA LEGGE
Il dibattito sulle cifre della partecipazione è una costante delle manifestazioni politiche in Italia. Secondo la questura, il numero dei manifestanti di sabato si limitava a 200 000. Cosa certa, tale successo permette a Veltroni di tornare a combattere dopo la cocente sconfittacontro il Cavaliere e alla sua volontà di chiudere la porta al dialogo, sul quale il Partito Democratico aveva puntato molto.
Il presidente del consiglio italiano ha del resto confermato il suo stato d’animo all’indomani della manifestazione: “Anziché fare proclami, ha dichiarato Berlusconi, Veltroni farebbe meglio a riposarsi per prepararsi alla campagna elettorale tra cinque anni.”
Ma, nonostante i sondaggi sul persistente stato di grazia del Cavaliere – che gode del 60% di consensi -, il malcontento sociale provocato dai tagli al budget dell’istruzione sembra aver messo nuovamente le ali alla sinistra. Gli slogan contro il ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmini, erano i preferiti dei manifestanti di sabato. E la mobilitazione in scuole, licei ed università, non è sul punto di fermarsi. Uno sciopero generale della scuola è indetto per il 30 ottobre. Il 14 novembre, toccherà all’università. Veltroni, sempre lui, ha, ancora una volta, chiesto la revoca della riforma, che prevede pesanti soppressioni di posti per gli insegnanti, e l’apertura di un dibattito sull’argomento al Parlamento e all’interno del paese.
L’ex sindaco di Roma aspira al ritorno di un’opposizione decisa senza per questo cadere nell’antiberlusconismo sistematico. La rottura con l’Italia Dei Valori (IDV, centro sinistra), il partito dell’ex giudice dell’inchiesta “Mani pulite”, Antonio Di Pietro, sostenitore di un’opposizione “energica”, contro Berlusconi, ha sgomberato il terreno. Veltroni ha perciò ripreso l’iniziativa ed il suo tono nei confronti del Cavaliere è diventato più deciso. “Signor Presidente del Consiglio, la democrazia non è un consiglio di amministrazione di un’impresa”, ha urlato in particolare sabato, ritenendo che il governo fosse incapace di far fronte alla grave crisi economica e sociale.
Dopo aver dispensato consigli agli investitori sulle azioni da conservare o da comprare ed aver rassicurato gli italiani, che “non hanno nulla da temere dalla crisi”, Silvio Berlusconi si lamenta ora delle trasmissioni RAI, la televisione pubblica, “che diffondono il panico e la diffidenza”, secondo lui. In occasione di una recente cena con alcuni industriali, si è persino chiesto perché questi accettassero di diffondere i loro spot pubblicitari tra le cattive notizie. Un modo per invitarli a scegliere Mediaset, concorrente della RAI e gruppo televisivo di… Silvio Berlusconi dove, verosimilmente, la crisi è trattata diversamente.
Si tratta di una violazione flagrante della legge sul conflitto d’interessi, ha denunciato, domenica, il responsabile della comunicazione del Partito democratico, Paolo Gentiloni. Era da molto che il Partito Democratico non attaccava più ilCavaliere a tal proposito.




















