Paoletto ha lasciato la cella della Gendarmeria del Vaticano. Poiché non esiste un carcere nel Vaticano, alla fine era finito in una cella della caserma della Guardia Vaticana.

Vatileaks. L’ex maggiordomo del papa Benedetto XVI esce dal carcere dopo la richiesta di perdono e l’ammissione di aver agito da solo

Terra Magazine

Paolo Gabriele, ex maggiordomo del papa, non è più in stato di custodia cautelare in carcere. Da ieri [23 luglio 2012, NdT] gode dei domiciliari e gli è proibito varcare le frontiere del piccolo Stato del Vaticano.

L’ex maggiordomo è diventato famoso a livello internazionale per aver sottratto e consegnato documenti segreti della Chiesa a giornalisti italiani e tedeschi .

La goccia che ha fatto infuriare papa Ratzinger è stata la pubblicazione del libro “Sua Santità” del giornalista Gianluigi Nuzzi.

Il giornalista Nuzzi è stato autore del best seller “Vaticano S.p.A.” che – sulla base di documenti all’epoca segreti –  raccontava le frodi nella gestione della  Banca Vaticana (IOR) conosciuto anche come Lavanderia Vaticana.

Alcuni dei documenti scomparsi non erano mai arrivati alla Segreteria di Stato. O meglio, i documenti furono sottratti dalla scrivania della stanza del pontefice. È chiaro che pochi hanno accesso alla camera da letto del papa.

Così la polizia vaticana è arrivata facilmente al maggiordomo Paolo Gabriele, chiamato affettuosamente “Paoletto” dalle autorità ecclesiastiche e dai concittadini che abitano all’interno delle Mura Leonine, costruite da papa Leone IV tra l’848 e l’852 per proteggersi dagli attacchi nemici.

Paoletto ha lasciato la cella della Gendarmeria del Vaticano. Poiché non esiste un carcere nel Vaticano, alla fine era finito in una cella della caserma della Guardia Vaticana. Era agli arresti dal 23 maggio.

Oltre al processo penale – riguardo al quale, la giurisdizione è interamente vaticana – papa Benedetto XVI ha istituito una commissione di porporati per appurare un eventuale coinvolgimento di membri del clero. La commissione è presieduta dal cardinale Julián Herrans Casado.

Il giorno prima di aver lasciato la cella, Paoletto ha mandato una lettera a papa Ratzinger in cui si dichiara colpevole e chiede perdono.

Carlo Fusco, il suo avvocato, è al corrente della lettera, ma ha detto di non conoscerne il contenuto. Ha sottolineato che si tratta di un’iniziativa personale nei confronti del pontefice presso cui prestò servizio. A proposito, Paoletto è stato maggiordomo di papa Ratzinger e del precedente Wojtyla.

È chiaro che Fusco conosce il contenuto della lettera di Paoletto. La lettera fa parte di una strategia: se sarà perdonato dal papa, il processo penale verrà archiviato e non ci sarà condanna.

Paoletto ha confessato di aver agito da solo. Ha chiarito di non far parte di un gruppo di cospiratori per far cadere Benedetto XVI.

Per molti vaticanisti (giornalisti e specialisti in fatti del Vaticano) è stata raggiunta una soluzione ideale per mettere la parola fine allo scandalo. Far finire tutto a tarallucci e vino.

Così, da un punto di vista formale, i sospetti vengono  sotterrati. Perfino quelli sul cardinale Tarcisio Bertone, il Segretario di Stato.

La settimana scorsa alcuni giornali italiani e tedeschi hanno citato come sospetti del complotto, e autori delle fughe di notizie basate sui documenti sottratti da Paoletto, il cardinale Paolo Sardi, il “ghostwriter” di Ratzinger e il vescovo Joseph Clemens, ex segretario personale di Ratzinger.

Nota con tarallucci vaticani.: Paoletto, ribattezzato “il corvo” (che in gergo equivale a traditore) ora è un “pentito”. E’ difficile credere che, come fervente cattolico, abbia agito da solo. A livello individuale. Senza far parte di un gruppo interessato ad abbreviare il pontificato di Benedetto XVI e con un successore nascosto nelle maniche di abiti talari.

[Articolo originale "Vatileaks. Ex-mordomo do papa Bento XVI sai da cadeia após pedir perdão e admitir que agiu sozinho" di Wálter Fanganiello Maierovitch]

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Traduzione di:
Amina IacuzioItalia Amina Iacuzio
Giornalista e traduttrice free lance, vive tra Roma e Parigi. Ogni anno passa un periodo in Brasile, paese di cui si è innamorata vent’anni fa. Per Italiadallestero traduce dal Portoghese. Dice: “Presto ci dovremo rendere conto che questo paese, al pari di Cina ed India, è un vero gigante”.
Revisione di:
Francesco Pasquarelli