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Il paese si trova nell’occhio del ciclone, all’indomani della nomina di un filosofo comunale che settimanalmente offrirà ai residenti consulenze e riflessioni su quesiti esistenziali.
Non accade tutti i giorni che una delibera comunale citi Socrate e Spinoza e addirittura il filosofo contemporaneo americano Ran Lahav. Ma, d’altra parte, non sono tanti i consigli comunali come quello di Corigliano d’Otranto, un paesino di appena 5.889 abitanti, sperduto nel tacco della penisola italiana.
Alle radici della delibera potrebbe esserci il fatto che Corigliano è situato nella cosiddetta Grecìa Salentina, una roccaforte della minoranza etnica greca in Italia che ha messo le radici in quella parte della Penisola prima ancora che Platone impugnasse papiro e penna. Indubbiamente, l’iniziativa nasce da un’idea del primo cittadino di centro-sinistra, Ada Fiore, non a caso insegnante di filosofia. Ad ogni modo, Corigliano ha tutte le carte in regola per diventare il paese più filosofico d’Italia.
La nuova carica di filosofo comunale è prevista dalla delibera n. 72, che cita i filosofi summenzionati e stabilisce che il primo titolare, Graziella Lupo, riceverà su appuntamento per offrire consulenze “il venerdì dalle 15.00 alle 19.00” presso la sede del Municipio. Da quando il Comune è guidato dal sindaco Fiore, in paese sono state apposte targhe che riportano aforismi di filosofi del calibro di Sant’Agostino. Nei bar e nei negozi sono state distribuite cartoline che pongono quesiti esistenziali del tipo “Perché sei nato?”. Illustri filosofi stranieri sono stati invitati a tenere seminari in paese. E, più di recente, il Comune ha inaugurato nel centro storico quello che il sindaco ha definito il primo “parco filosofico multimediale” in Italia. L’annuncio, pubblicato proprio sopra a un avviso sullo smaltimento dei rifiuti, campeggia sul sito web del Comune e promette “alberi che parlano, muri che si illuminano e sagome sensoriali”.
Ma, all’indomani della nomina del filosofo comunale, i media hanno puntato il dito sulle iniziative adottate dal Comune, scatenando un putiferio. Di lì a poco, il primo cittadino si è visto recapitare una lettera al vetriolo firmata dal Responsabile dell’Ordine degli Psicologi della regione Puglia, di cui Corigliano fa parte. Secondo Giuseppe Luigi Palma, l’esercizio della professione di consulente filosofico “non solo è ingannevole, ma è anche un’idea pericolosa.” L’Ordine è pronto a prendere “tutte le misure necessarie per combattere eventuali abusi“, ha chiarito.
Il sindaco ha gettato acqua sul fuoco, sostenendo che Palma ha frainteso il ruolo del filosofo comunale. Questi infatti intende coinvolgere i clienti in dialoghi socratici e “non ricerca nel passato le cause del sintomo, ma guarda al futuro lavorando razionalmente e realisticamente sul presente.”
Scopo principale dell’iniziativa è aiutare i clienti a pensare chiaramente e a saper ascoltare e formulare quesiti su vari argomenti, ha aggiunto il primo cittadino, facendo notare che anche i responsabili di alcune aziende locali hanno bussato alla porta del Comune chiedendo consulenze per i dipendenti.
Lo sportello è stato aperto a settembre. Prima ancora che la carica assumesse veste ufficiale, alla consulente si erano rivolte circa 500 persone, in gruppo o singolarmente. Ogni sessione costa €15 (£12) e non pesa dunque sui contribuenti, ha chiarito il sindaco.
Graziella Lupo, che si è specializzata in Consulenza filosofica all’Università Ca’ Foscari di Venezia, spiega che la compagine dei suoi clienti è piuttosto varia e annovera “un’ampia gamma di persone, da manager aziendali a rappresentanti, da fiorai a camerieri”.
Molteplici i problemi affrontati, sostiene. Dalla noia mortale di un giovane suscitata dalla compagnia degli amici, alla difficoltà di chi riesce a relazionarsi con i coetanei solo a livello virtuale.
“Non lavoriamo sulle emozioni, ma sulle idee”, spiega Lupo, “temo che l’Ordine degli psicologi non conosca il ruolo del consulente filosofico”. E, coerente alla sua professione, aggiunge: “Le critiche mosse sono prive di contenuto epistemologico”.
















grande idea, dovrebbe essere allargato in tutta italia, ogni paese dovrebbe avere il suo filosofo che può discettare sui grandi temi esistenziali,può essere un punto di riferimento per sviluppare la comunicazione tra individui isolati, se poil’utente evidenzia qualche problema può essere sempre indirizzato da un psicologo, psicanalista o psichiatra a seconda dei casi
UNa ‘piccola’ correzione + un commento sul Palma.
LA correzione: il Giuseppe Luigi Palma e’ stato nominato (promosso a) Responsabile dell’Ordine degli Psicologi Italiana (rimane pure con la nomina della regione Puglia).
Il commento: una delle prime iniziative del Luigi Palma — come Responsabile dell’Ordine degli Psicologi Italiana — e’ stata l’offerta di consulenza di esperto come psicologo in capo sulla legge (ddl 957) sulla bigenitorialita’ al Senatore Filippo Berselli (MSI, AN, PdL). Berselli e’ il Presidente della Commissione Giustizia al Senato. La lettera (11 NOvembre 2011) descrive la posizione, autorevole perche’ rappresenta l’opinione esperta dell’Ordine, sulla bigenitorialita’. Il Palma prende posizioni chiare su diversi argomenti: cosa e’ la famiglia; cosa e’ il marito e la moglie nellla famiglia; cosa e’ l’uomo / maschio – donna/femmina nella famiglia; e. naturalmente il ruolo dei bambini in tutto cio’.
http://www.senato.it/documenti/repository/commissioni/comm02/documenti_acquisiti/957%20Ordine%20degli%20psicologi.pdf
Il supporto al ddl 957 — uno dei campi di battaglia della destra — e’ incondizionato. Cita degli studi di psicologia, che, nella sua opinione di esperto (del Palma) corroborano senza dubbio la posizione sulla bigenitorialita’ come espressa nel DDL 957. Implicitamente, il Luigi Palma — come Direttore dell’Ordine degli Psicologi Italiana — rigetta le critiche (teoriche, empiriche, politiche) mosse nei riguardi del DDL.
Nella strategia del Palma, rigetta ha un significato ben specifico: ignorare, nel silenzio piu’ assoluto, le critiche.
Una delle critiche viene dall’adozione della ‘teoria’ PAS (Parental Alienation Syndrome), che e’ la struttura portante del ddl 957. La PAS spiega / predice che, in una situazione di separazione dei genitori, il genitore a cui viene data la responsabilita’ del bambino/a ha tutti gli interessi a istigare il bambino/a contro l’altro genitore … e cosi’ mantenere il controllo unico sul bambino. Il bambino/a cosi sviluppa–attraverso le azione del genitore con cui sta e poi amplificando endogeneamente — l’odio contro l’altro genitore. Fin qui si mantiene la neutralita’ della teoria.
I fautori della PAS in Italia (e non solo) poi indicano che nel sistema ‘tradizionale’ (passato), storicamene e sociologicamente si osserva che la custodia dei bambini e’ affidato a un genitore — la mamma. Pochissimi, e giustificabili (incapacita’ della madre), sono i casi di affidamente al padre. La PAS transita da teoria neutrale (universale) — dove ambedue i genitori possono essere istigatori — a una teoria sociologica storica in cui le donne-mamme hanno capacita’ uniche (di donne-femmine-madri) per l’istigazione dell’odio nei confronti del padre. Poi usano queste capacita’ per generare il senso di odio nel bambino (che ne viene fuori come una ‘scatola’ vuota). Il bambino, una volta messo in moto il meccanismo dell’odio da parte della madre, contribuisce ad amplificare l’odio con i suoi meccanismi psicologici (di cui pero’ non si sa nulla).
Tutto questo — scritto nel ddl 957 — il Luigi Palma ignora, per parlare in termini blandi — vaghi e ambigui — del modello ottimale della genitorialita’ paritetica, che deve essere mantenuta a tutti i costi. Infatti il Palma prescrive — e il ddl 957 accetta e impone — il meccanismo della ‘mediazione per forzare la bigenitorialita’ paritetica.
L’ironia: lo spingere per la bigenitorialita’ paritetica in questi termini indica che le leggi italiane sulle separazioni e divorzi siano ‘strutturalemnte’ a favore delle donne — per lo’ piu’ per questioni ‘tradizionali’ passate di solito pertinenti alla donna-moglie-madre-femmina. Questo essere (i ruoli della donna-moglie-madre-femmina) da’ privilegi, e le leggi devono cambiare (col ddl 957) per ristabilire la parita’ tra madre e padre.
L’ironia, pure, in tutto questo lavorio per usare la PAS, che il Palma ignora, e’ che i fautori politici del ddl 957 mostrano una schizofrenia nei riguardi di un fenomeno che gioca un ruolo cruciale nelle separazioni-divorzi–la violenza di genere, che storicamente si e’ manifestato largamente come asimmetria di potere tra uomo-marito-maschio e donna-moglie-femmina.
Da qui’, l’affidamento unico dei bambino ha due spiegazioni che vengono contrapposte — si negano reciprocamente. Una e’ quella tradizionale: le donne hanno caratteristiche intrinseche che le rende agenti ottimali per crescere i figli. La seconda e’ quella, non meno tradizionale, del potere del genitore custode che usa l’odio — direttamente e indirettamente attraverso la manipolazione della psiche dei figli — nei riguardi dell’altro genitore. Il corollario storico-sociologico del potere asimmetrico e della possibile violenza dell’uomo-marito-maschio nei confronti della madre-moglie-femmina semlicemente tira l’ago della bilancia verso la donna.
I proponenti della PAS intervengono con una serie di ipotesi alternative. L’ipotesi tradizionale di donne che hanno caratteristiche intrinseche e’ parziale, se non falsa. Gli uomini hanno anche le loro caratteristiche –doni che possono, e devono, offrire ai figli, la cui crescita sarebbe monca senza il loro apporto di padre-uomo. Secondo, se c’e’ violenza — data la preferenza sociologico-storica per la donna che ottiene la custodia — e’ quella della donna che istiga i figli contro l’altro genitore. Ne’ la PAS, ne’ il Palma, ne’ il ddl 957 menzionano il ‘fenomeno’ riportato come “violenza verso la donna-moglie-partner”, che puo’ essere indipendente dal ‘fenomeno’ riportato come istigazione all’odio dei bambini da parte di un genitore contro l’altro.
I due fenomeni di violenza — violenza di un genitore contro l’altro — hanno la propria identita: uno descrive la violenza tra moglie e marito indipendendemente (da un punto di vista analitico) dall’esistenza dei figli; l’altro descrive la vioelnza tra moglie e marito ‘dopo’ (sempre analiticamente) la separazione.
E’ la posizione nei riguardi dei due tipi di violenza che aiuta a identificare meglio sociologicamente-storicamente due grandi gruppi pro e contro il ddl 957.
Il gruppo a favore (si dice dei padri) tende a ignorare il fenomeno della violenza asimmetrica nel rapporto tra marito-moglie (dove e’ il marito a usare violenza); questo gruppo, pero’, mette al centro della discussione la violenza istigatrice del genitore-madre (poiche’ sociologicamente i padri-genitori sono parzialemnte, o totalmente,esclusi). In piu’, le donne-moglie possono pure essere violente — psicologicamente e fisicamente.
Il gruppo contro il ddl mette al centro della discussione la violenza asimmetrica nel rapporto tra marito-moglie (dove e’ la moglie a subire violenza). Questo e’ il fattore (causale) piu’ importante. Il fenomeno descritto dalla PAS e’ o inesistente o consequenza della ‘prima’ violenza — che magari avra’ portato alla separazione-divorzio. Un corollario importante qui e’: se l’assenza di violenza nei rapporti tra marito-moglie prima della separazione porti all’assenza di violenza (o a minore violenza), e quindi a minore istigazione del genitore (madre) verso l’altro.
Tutto questo — il Palma ignora nella sua testimonianza di esperto come Direttore dell’Ordine degli psicologi. Per lui la bigenitorialita’ e’ la condizione ottimale per la crescita dei bambini, e deve essere imposta, ancge attraverso la mediazione forzata. La violenza, se c’e stata, e’ come il maltempo — arriva e poi va via. Non lascia tracce nella psiche di quelli che la violenza l’hanno subita.
A parte la scarsezza di capacita’ analitiche — dopo tutto il Palma ha una semplice laurea in psicologia, manca di qualifiche di insegnamento, ricerca, e adequamento conoscenza del campo, che porta a domandare come un individuo cosi’ carente nelle sue qualificazioni — il Palma ne viene fuori come ideologo di un ‘tipo’ di famiglia (quella nucleare) nel momento storico stesso in cui in tutto il mondo si stanno ‘sperimentando’ nuovi modelli che spesso funzionano meglio della famiglia nucleare. Basta pensare che in certi paesi il 50% di bambini nascono in assenza di matrimonio formale — legale-religioso; che le famiglie con un unico genitore (o per scelta o per necessita’) sono in crescita; che … ecc.
E il comune denominatore di questi esperimenti storici sembra essere la parita’, la scelta, il rifiuto della violenza. Tutto questo il Palma — esperto — lo ignora nella sua lettera al Bertelli politico MSI-AN-PdL.
Di lì a poco, il primo cittadino si è visto recapitare una lettera al vetriolo firmata dal Responsabile dell’Ordine degli Psicologi della regione Puglia, di cui Corigliano fa parte. Secondo Giuseppe Luigi Palma, l’esercizio della professione di consulente filosofico “non solo è ingannevole, ma è anche un’idea pericolosa.” L’Ordine è pronto a prendere “tutte le misure necessarie per combattere eventuali abusi“, ha chiarito.
E noi paghiamo!!
Non riesco assolutamente a capire come rientri nei compiti di un comune pagare “consulenze filosofiche”.
Non riesco neanche a capire come si possa evitare poi di porsi il problema se la “consulente” sia o no all’altezza di dare risposte ai quesiti, e quali siano questi tanti quesiti filosofici dei residenti di Corigliano. Saranno mica quesiti ad hoc finalizzati a far salire la parcella della consulente?
Ma mi resta il quesito principale: che ci azzecca il comune? Per avere risposta,
devo andare dal “consulente” o dal sindaco?
O magari fare un’inchiesta per sapere se i servizi comunali sociali (nido, asilo, assistenza handicappati, anziani, indigenti, …) e civici (pulizia, trasporti, verde pubblico, sicurezza edifici, sicurezza cittadini…) a Corigliano sono in avanzo di bilancio?
E se malgrado tutti gli sforzi che fa per capire l’uomo fosse nato per non capire?
Romeo, mi hai incuriosito. Per caso, non saresti kantiano?
No, sono italiano, per necessità. E tu?
P.S. caro Vincenzo, abbiamo pensieri diversi, certo, ma lo stesso quadratino.
Per sbaglio. I miei genitori non mi avevano previsto. Capirai che quando ho letto la cartolina filosofica di cui si parla nell’articolo, quella che chiede “Perché sei nato?”, mi ci sono messo a riflettere come non avevo mai fatto prima in vita mia. Un grazie di cuore all’Amministrazione di Corigliano d’Otranto!
P.S. Sono di Nola (il paese di Bruno). Tu di dove sei?
Il sindaco Ada Fiore si e’ messa in un brutto pasticcio:la “filosofa” Lupo è una persona inaffidabile.Poveri cittadini di Corigliano d’Otranto e soprattutto alle donne consiglio di stare molto,ma molto attente!Chiedere ai suoi concittadini informazioni su di lei.
andrea miseria, qui sopra, mi fa pensare a quelli che condannarono Socrate