Intervista a Silvio Berlusconi

“Non vogliamo un’Europa tedesca”

Bild

L’ex Presidente del Consiglio italiano progetta il suo ritorno in politica

BILD: Signor Berlusconi, a sei mesi dalle sue dimissioni, le faccio subito una semplice domanda di carattere personale: Come sta?

Silvio Berlusconi: Bene e male. “Bene” perchè sono un inguaribile ottimista, “male” perché sono preoccupato per l’Europa e per il mio paese. L’Europa è ancora ben lontana da una unione politica, da una comune politica estera e della difesa. E’ vero che abbiamo una moneta unica, ma non esiste ancora una banca centrale che disponga delle competenze e degli strumenti di tutte le altre banche centrali.

E’ vero che ha intenzione di ricandidarsi come primo ministro?

Me lo hanno chiesto spesso e con molta insistenza. Posso solo aggiungere che non lascerei mai il mio partito “Il Popolo della Libertà” nei guai. Inoltre presto ritorneremo alla vecchia denominazione del partito “Forza Italia”.

In altre parole, non può fare a meno del potere?

Non sono ancora KO, ne’ ho ceduto il potere, dato che in Italia il Presidente del Consiglio non ha affatto potere. Secondo la Costituzione non può neanche sostituire un ministro. Avevo del potere quando nel 1994 mi dedicavo solo alla televisione. Purtroppo oggi in Italia è difficile governare: il capo del governo non può emanare decreti che abbiano effetto immediato. Per passare dal progetto di legge alla votazione da noi ci vogliono in media da 500 a 600 giorni, abbiamo un regolamento istituzionale ormai superato.

Questa ingovernabilità non dipende per caso dai piccoli partiti all’opposizione, con cui ultimamente si è trovato a governare?

Questo è un’altro guaio: la verità è che gli italiani votano “male”. Alle ultime elezioni avevamo ottenuto il 37.8 per cento e non abbiamo avuto bisogno di coinvolgere partiti minori nella coalizione. Purtroppo nessuno di questi piccoli partiti ha a cuore il paese e il bene comune, ma sempre e solo le piccole ambizioni politiche dei loro piccoli leader.

Cosa fa Mario Monti meglio di lei?

La sua forza consiste nel più ampio sostegno politico che un premier abbia mai avuto. Questo è il motivo fondamentale che mi ha spinto a abbandonare il campo: avevo intenzione di portare a termine delle riforme, anche di carattere costituzionale.

L’Italia affonda nella crisi, che lei ha tardato a riconoscere. La disoccupazione è al suo culmine, si parla di “decine di anni perduti” …

Sono stato il primo leader occidentale a riconoscere il pericolo della crisi economica e ad avviare le riforme. Il mio governo ha fatto molto per i giovani imprenditori e, in campo scolastico e universitario ha avviato riforme davvero coraggiose. Se siamo riusciti a tenere sotto controllo di nuovo il bilancio statale è per buona parte grazie al mio governo.

Lei fa fatica a pronunciare la parola “crisi” proprio come allora. Perchè?

Perchè in questa crisi c’è molta “predestinazione”, cioè il fattore psicologico è in primo luogo il fattore scatenante di questa crisi. Secondo me un governo ha il compito di diffondere ottimismo e fiducia.

I rapporti tra Roma e Berlino sembrano piuttosto gelidi. La cancelliera Merkel potrebbe essere definita la “bestia nera” dell’Italia?

Senza dubbio. Noi non siamo d’accordo soltanto sull’eccessivo rigore della politica di risparmio, poichè pensiamo che ponga un freno allo sviluppo. Noi auspichiamo una Germania europea e non un’Europa tedesca.

Si spieghi meglio.

In questo periodo si avverte una certa egemonia tedesca in Europa, perciò ci auguriamo da Berlino in questo momento una politica europea lungimirante, solidale ed aperta. Le faccio un esempio: quando si è trattato dela carica di presidente del consiglio europeo abbiamo proposto Tony Blair. Con lui gli Stati Uniti avrebbero saputo finalmente, a chi rivolgersi, se c’era da discutere sulla posizione dell’Europa. Angela Merkel e Nicolas Sarkozy però hanno deciso in maniera diversa. Con il chiaro intento di mantenere nelle proprie mani la politica europea.

I suoi rapporti con la cancelliera danno l’impressione di essere logorati.

Tutt’altro: sono molto cordiali. Io la apprezzo per la sua franchezza, la sua serietà, la sua competenza e la sua dedizione. E non dimentico che insieme a me ha visitato le zone terremotate dell’Abruzzo. Entrambi facciamo parte della grande famiglia della democrazia e della libertà in Europa, il partito popolare europeo.
(Berlusconi ha preparato per il reporter di Bild una serie di foto, che lo mostrano in atteggiamento cordiale con la Merkel negli anni scorsi, Tuttavia già da mesi tra i due non c’è più alcun contatto. Ndr.)

Nella politica monetaria ci sono profonde fratture. Si è parlato della sua proposta di “stampare nuova moneta”.

Non ho parlato mai in termini così grossolani, anche se con l’euro il bilancio economico tedesco è migliorato, mentre quello italiano è peggiorato. Nonostante ciò un ritorno alla vecchia lira mi sembra improbabile. Significherebbe il fallimento totale dei vecchi piani per un Europa unita, cosa che nessuno certamente vuole .

I media italiani dopo il recente vertice di Bruxelles hanno offerto l’impressione di una seconda vittoria italiana dopo quella sui prati di calcio. Ha festeggiato anche lei?

Non c’è alcuna vittoria sulla Germania. Da questo punto di vista ne’ io ne’ il presidente Monti la consideramo una vittoria. Sarà una vittoria di tutti se riusciremo a superare la crisi e rendere finalmente l’Europa più salda, unita e solidale.

Lei ha raggiunto una grande popolarità recentemente soprattutto per le sue feste. Si metta una mano sul cuore: all’età di 75 anni che cosa le hanno fruttato?

Piuttosto mi chieda come ha fatto una faccenda totalmente privata a diventare un affare di stato. Si è trattato di una mostruosa campagna diffamatoria architettata dalla frangia di sinistra della giustizia italiana. Si sono accaniti persino contro le ragazze, accusate di prostituzione, anche se hanno solo ballato come in qualsiasi discoteca del mondo. Ogni accusa andrà in fumo come negli altri processi istruiti nei miei confronti. Sono stati più di 50 e ho dovuto sborsare più di 428 milioni di euro tra avvocati e spese legali. Credo che nessun altro tranne me avrebbe resistito a così tanti attacchi.

Assolutamente nessuna traccia di amarezza nel bilancio della sua attività politica?

Con il mio ingresso in politica 18 anni fa ho salvato l’Italia dal comunismo. Questa è la verità storica di cui sono fiero. Aggiungo che sono stato l’unico leader europeo ad aver mantenuto ottimi rapporti sia con la Russia che con gli Stati Uniti, la cui amicizia è stata sempre al servizio della pace e della sicurezza del mondo.

I suoi legami con il presidente russo Wladimir Putin sembrano ancora molto saldi, non potrebbe sfruttarli per porre fine alla guerra civile in Siria con l’aiuto dell’intervento sovietico?

La situazione in Siria è molto complessa, ma non disperata. Ho in programma nei prossimi giorni un incontro privato con Putin e ne parleremo. Mi considera un po’ il suo fratello maggiore. Parliamo di tutto.

[Articolo originale "„Wir wollen kein deutscheres Europa“" di Albert Link]

Condividi : Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
  • email
  • Facebook
  • TwitThis
  • MySpace
  • Live-MSN
  • LinkedIn
  • OKnotizie
  • Google Bookmarks
  • YahooMyWeb
  • Blogosphere News
  • Digg
  • Reddit
  • Technorati
Traduzione di:
Claudia MarruccelliItalia Claudia Marruccelli
Laureata in lingue, traduce e collabora con IDE dal tedesco e dal francese, affinchè la libera informazione e la cultura non vengano sommerse dalle politiche distruttive
Revisione di:
Mirko Bischofberger