La città di Venezia si è divisa sul progetto ideato da Pierre Cardin, l’impreditore della moda che vorrebbe far costruire un grattacielo futuristico in stile Dubai ma che, secondo i detrattori, deturperebbe il panorama della città, puntellato di cupole, campanili e guglie.

Venezia divisa sul progetto per una torre futuristica

The Telegraph

La città di Venezia si è divisa sul progetto ideato da Pierre Cardin, l’impreditore della moda che vorrebbe far costruire un grattacielo futuristico in stile Dubai ma che, secondo i detrattori, deturperebbe il panorama della città, puntellato di cupole, campanili e guglie.

Lo stilista novantenne, che da giovane lasciò il Veneto per la Francia, vuole far costruire per 1,5 miliardi di euro il Palais de Lumiere, un palazzo alto 250 metri a Porto Marghera, una zona industriale degradata a pochi chilometri da Venezia.

I detrattori sostengono che per la sua altezza e il suo design insolito – un insieme di tre torri collegate da sei dischi orizzontali intercomunicanti – il palazzo sarebbe visibile dal centro della città lagunare, patrimonio dell’umanità.

Secondo i critici i 60 piani di vetro e acciaio dell’edificio, che saranno alti il doppio del famoso campanile di piazza San Marco, simbolo di Venezia, sarebbero molto più adatti agli Emirati Arabi che non alla “serenissima”, soprannome della città sin da quando era una repubblica marinara. Ma il progetto darà lavoro a migliaia di persone a Porto Marghera, una grigia città industriale duramente colpita dalla chiusura degli stabilimenti chimici e delle raffinerie di petrolio che un tempo la sostenevano.

Cardin, il cui patrimonio pare superi i 300 milioni di euro, ha progettato la torre insieme a suo nipote, Rodringo Basilicati, architetto. Recentemente ha dichiarato che, considerato l’avanzare degli anni, questo rappresenterebbe il suo “ultimo progetto importante”.

Molte altre città nel mondo sarebbero state ben liete di accogliere questa idea, ha continuato, ma Cardin ha voluto scegliere Venezia per la vicinanza alla sua città natale, San Biagio di Callalta.

“Abbiamo voluto scegliere questa apparentemente brutta e difficile area per convincere altre persone che Porto Marghera può finalmente voltare pagina”, ha dichiarato Basilicati al Corriere del Veneto. “Creeremo dai 4 ai 5 mila posti di lavoro, forse anche 7 mila e vogliamo dare lavoro a chi è disoccupato.”

Il grattacielo, che prevede una zona per l’atterraggio di elicotteri, appartamenti, ristoranti, uffici, alberghi, 60 ascensori e un multisala, gode dell’approvazione dei politici locali.

Luca Zaia, Presidente della regione Veneto, ha definito l’imprenditore di origine italiana “il Lorenzo il Magnifico del 21esimo secolo” un riferimento a uno dei componenti della famiglia Medici, patrona delle arti a Firenze durante il Rinascimento. Zaia ha anche dichiarato che questa sarebbe la risposta di Venezia alla Torre Eiffel e al Louvre. “E rappresenterà la rinascita dell’intera area di Porto Marghera” ha aggiunto.

I politici hanno dato il nulla osta al progetto già all’inizio dell’anno, ma come tanti altri progetti grandiosi italiani, sin dal principio si è impantanato nei disaccordi. L’Enac, ente civile dell’aviazione nazionale, sostiene che per la sua altezza la torre potrebbe rappresentare un problema per il traffico aereo del vicino aeroporto Marco Polo, crocevia di milioni di turisti ogni anno.

Storici e rappresentanti del patrimonio culturale ritengono sia troppo grande – e fuori luogo – per poter essere costruita in qualsiasi zona vicina a Venezia. Lo storico Tommaso Montanari ha commentato che il progettofarebbe sognare gli “emiri del Golfo”. Ha dichiarato che la torre sembra “un enorme dito che punta al cielo”. Un altro storico, Gianfranco Bettin, ha sottolineato che ci potrebbe essere il rischio che la torre risulti “spropozionata”, non solo rispetto a Venezia, ma a tutta la zona circostante.

Il prossimo settembre Cardin dovrebbe posare la prima pietra simbolica dell’edificio, ma le polemiche hanno lasciato un punto interrogativo sugli sviluppi futuri. Sempre più spazientito dai ritardi, lo stilista pare abbia dichiarato che se i veneziani non riescono a trovare un accordo per tempo, porterà la sua idea da qualche altra parte, forse in Cina o, come i critici continuano a suggerire, a Dubai.

[Articolo originale "Venice divided over plans for futuristic tower" di Nick Squires]

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Traduzione di:
Sara AngelucciItalia Sara Angelucci
Revisione di:
Valentina Micheli