Silvio Berlusconi probabilmente si candiderà come Presidente del Consiglio per la settima volta.

L’ultima cosa che serve all’Italia

The Economist

Ben poche cose potrebbero essere peggiori per l’Italia e per la sua credibilità (anche in termini finanziari) della prospettiva che gli investitori passino i prossimi nove mesi a domandarsi se Silvio Berlusconi ritornerà come Presidente del Consiglio. Eppure è sempre più probabile.

È dalla fine di giugno che questi stuzzica il pubblico e i media con allusioni sempre più chiare sulla sua intenzione di essere il candidato del suo partito alle prossime elezioni politiche, che si terranno nella primavera del 2013. Non lo ha ancora dichiarato in modo ufficiale. Ma in un’intervista del 14 luglio ha trattato la notizia come un fatto certo, dicendo che “avrebbe preferito annunciarlo più avanti”. Il giorno prima, il suo medico aveva dichiarato che il miliardario 75enne è ancora adatto alla mischia, ma ha aggiunto che Berlusconi si è messo a dieta per perdere otto chili.

È quindi emerso che l’ex Premier avrebbe dovuto tenere un incontro a porte chiuse con un gruppo internazionale di economisti liberali. Il suo piano, come riferito dai suoi collaboratori, è di rilanciare il suo partito, il Popolo della Libertà (PdL), sulla base dei principi del libero mercato che aveva abbracciato quando è entrato in carica per la prima volta nel 1994, ma che ha clamorosamente mancato di applicare nei nove anni successivi mentre governava l’Italia.

Un altro segnale che annuncia il nuovo ritorno di Berlusconi è che il segretario generale del PdL, Angelino Alfano, ha annunciato che Nicole Minetti, un imbarazzante ricordo del recente passato dell’ex Premier, dovrebbe dimettersi da consigliere regionale della Lombardia. La Minetti, una ex-showgirl, è sotto processo con l’accusa di aver procurato prostitute per i cosiddetti bunga-bunga party nella villa di Berlusconi vicino Milano. I suoi co-imputati hanno già opportunamente abbandonato la vita pubblica. Uno di essi, un giornalista televisivo, è stato licenziato da una delle reti televisive di Berlusconi. Un altro, un agente dello show-business, è in carcere accusato di reati fallimentari.

Se non altro, gli eventi recenti hanno dimostrato che il magnate dei media ha ancora una sublime capacità di attirare l’attenzione su di sé. Dal momento in cui la Minetti, che si era rifugiata a Parigi, è riapparsa in un tripudio di flash dei fotografi, la nazione, che aveva passato mesi ad agitarsi per questioni riguardanti i rendimenti dei titoli di stato, è tornata ancora una volta a discutere di Berlusconi, delle sue intenzioni e delle sue amiche formose.

Ma davvero questo significa che, come alla fine degli anni ‘90 e a metà degli anni 2000, Berlusconi potrà resuscitare la sua carriera politica? Negli otto mesi successivi al suo ritiro, e dopo la nomina di Alfano come candidato PdL a Presidente del Consiglio, la popolarità del suo partito è precipitata. I risultati degli ultimi sondaggi sono stati di poco migliori rispetto a quelli dell’indipendente Movimento Cinque Stelle guidato da Beppe Grillo, comico e blogger.

Ci sono tre possibili ragioni. Una è che il PdL stia pagando il prezzo per il sostegno parlamentare al governo tecnico di Mario Monti e alle misure di austerità del governo dettate dall’Unione Europea, che hanno colpito negativamente molte persone. Ma il Partito Democratico di centro-sinistra ha ugualmente sostenuto Monti e non ha subito un simile tracollo.

Una seconda teoria è che il PdL sia perso senza il suo fondatore. Ma si può benissimo pensare che il partito si stia indebolendo perché Berlusconi non si è mai messo veramente da parte e quindi non abbia permesso ad Alfano di migliorare il rapporto con l’elettorato.

Una terza possibile ragione alla situazione critica del PdL – che Berlusconi è senza dubbio restio a prendere in considerazione – è che un numero crescente di italiani si sia reso conto che gli otto anni tra il 2001 e il 2011, quando lui era al potere, sono stati un disastro per l’economia del loro Paese. Ha introdotto poche riforme strutturali e di conseguenza la crescita economica in Italia è stata trascurabile.

In un sondaggio pubblicato il 9 luglio da Termometro Politico, un sito web, il 72% degli intervistati ha dichiarato di non voler più votare per Berlusconi. Il sondaggio ha anche suggerito che le accuse riguardanti la sua vita privata hanno rovinato un elemento centrale del suo elettorato tradizionale. Si è riscontrato che il 53% delle donne che hanno votato per lui alle ultime elezioni politiche, nel 2008, hanno dichiarato di non volerlo più fare.

Berlusconi, quindi, sta partendo per la strada della rimonta dal punto più basso e meno promettente. Ma le sue risorse sono praticamente sconfinate, la sua comunicazione è eccezionale ed ha una carta forte da giocare, se sceglie di farlo. Gli italiani si stanno inevitabilmente contorcendo sotto gli aumenti delle tasse e i tagli alla spesa. La promessa di invertire le politiche del presente governo potrebbe anche invertire le sorti del PdL nei sondaggi. Per quanto allarmante sia lo spettro del suo ritorno, le possibilità di recupero di Berlusconi non possono essere ancora trascurate.

[Articolo originale "The last thing Italy needs"]

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Traduzione di:
Chiara Lo FaroIndia Chiara Lo Faro
Originaria di Aci Castello in Sicilia, ho vissuto a Roma durante gli anni dell'università. Da un anno abito a New Delhi con il ragazzo indiano che ho sposato. Sono diplomata al liceo linguistico, laureata in scienze politiche e pianista da sempre. Alla passione innata per le lingue affianco l'interesse verso la sociologia e la politica. Ho spento la tv da un decennio. Considero IDE un mezzo non solo di informazione ma anche di critica costruttiva ed è per questo che do il mio supporto.
Revisione di:
Loredana Spadola