L’economista Gustavo Piga consiglia al Governo italiano di utilizzare tutti i soldi risparmiati investendo nella crescita. Secondo l’esperto l’austerità genera più recessione, crea disoccupazione e instabilità nei conti pubblici.

“Bisogna pensare a investire”

Página|12

L’economista Gustavo Piga consiglia al Governo italiano di utilizzare tutti i soldi risparmiati investendo nella crescita. Secondo l’esperto l’austerità genera più recessione, crea disoccupazione e instabilità nei conti pubblici.

L’Unione Europea e i governi degli Stati membri continuano ad inviare al mondo segnali di cambiamento e nuovi piani di sviluppo per evitare che la crisi economica, dopo Grecia e Spagna, possa contagiare altri paesi, in particolar modo l’Italia. Ma i mercati non sembrano molto convinti che le cose possano funzionare e ogni giorno fanno tremare in Borsa la precaria stabilità dell’Eurozona.

Uno dei campanelli d’allarme è il cosiddetto spread o differenziale tra il rendimento dei Buoni del Tesoro di due paesi, in questo caso Italia e Germania, considerato che quello tedesco è il più solido d’Europa.
Ogni giorno, gli alti e bassi dello spread meritano le prime pagine dei giornali italiani. Nelle ultime settimane non è sceso al di sotto dei 400 punti, un livello considerato da molti come il riflesso della mancanza di fiducia dei mercati, esattamente l’opposto di quello che ci si aspettava dopo tanti vertici e annunci dalla sede dell’Unione Europea a Bruxelles, tra cui  anche quello di uno scudo anti-spread a carico della BCE.

“Lo spread aumenta perchè i mercati sono preoccupati del fatto che alcuni paesi europei, come l’Italia, che hanno collocato BTP sul mercato internazionale, non siano in condizione di pagarli ai creditori una volta giunti a  scadenza, soprattutto perchè le performance di crescita del paese sono state pessime”, ha spiegato in un’intervista a Página 12 l’economista Gustavo Piga, professore di Economia Politica all’Università di Roma Tor Vergata. Secondo l’esperto la media della crescita economica italiana negli ultimi dodici anni è stata negativa. E per il 2012 non ci si aspetta che migliori. Secondo Confindustria il PIL quest’anno diminuirà del 2,4%.

- C’è chi pensa che i mercati potrebbero essere manovrati da interessi economici legati agli Stati Uniti. Può essere favorito questo paese dal fatto che l’economia europea sia in cattive acque?
- La risposta migliore la dà il presidente Obama, che è terrorizzato dall’idea che l’Unione Europea possa saltare. Ci sono troppi interessi bancari comuni. Quando l’Europa funziona, funzionano anche le esportazioni americane.

- Tornando al tema della crescita, com’è possibile che il PIL di alcuni paesi europei, in particolare quello italiano, non riesca a crescere?
- Si tratta di un problema di competitività. Le esportazioni in questi paesi hanno iniziato a diminuire. Facciamo un esempio: perché l’Italia non è in grado di esportare frigoriferi? Evidentemente perché la qualità e la produttività sono più basse rispetto a quelle tedesche. Per tale ragione sono necessarie riforme che permettano all’Italia di migliorare la produttività.

- Secondo lei, in tutto questo c’entra l’amministrazione pubblica?
- Sì, una delle tante cose che appesantisce e intorpidisce il mercato del lavoro in Italia è senza dubbio la pubblica amministrazione. È troppo poco al servizio dell’utente. Se una strada non è in buone condizioni o è incompleta, il camion che trasporta il frigorifero impiegherà molto di più ad arrivare a destinazione. La riforma della pubblica amministrazione è necessaria, ma richiede molto tempo.

- L’Italia non ha a disposizione molto tempo ora, pressata com’è su tutti i fronti. Che fare per uscire dalla recessione?
- In questo momento, nel quale il settore privato non vuole investire perché ha paura, l’unico attore che può spingere la produzione di beni e servizi è lo Stato. C’è chi pensa che il settore pubblico non debba intervenire perchè in questo modo il debito pubblico aumenterebbe. Non è vero. Per ridurre il debito pubblico sono state imposte politiche di austerità, ma questo non fa altro che aumentare la recessione, creare disoccupazione e instabilità nei conti pubblici.

- Secondo lei questo significa che la spending review, tanto fortemente voluta dal governo Monti per risparmiare, non servirà a nulla?
- La spending review è importante perché dimostra che lo Stato finalmente si è impegnato a mettere in atto una delle riforme più importanti, come quella della pubblica amministrazione. Però i mercati sanno bene che si tratta di un progetto a lungo termine. Del resto, se la spending review riuscisse davvero a localizzare gli sprechi, la recessione non potrebbe aumentare rispetto al livello attuale.

- Il problema però è che la spending review prevista dal governo Monti prevede il taglio del 10% degli impiegati statali e il 20% dei dirigenti. Si parla di circa 26.000 persone…
- I tagli al personale pubblico significano stipendi, gente che non avrà i soldi per le spese quotidiane, e questo genererà sicuramente più recessione. Cosa si farà con i soldi che verranno risparmiati? Verrà aumentata ancora l’IVA, che è già al 21%? Questo mi fa ridere. Credo che lo Stato dovrebbe utilizzare tutti i soldi risparmiati per investire nella produzione.

- Di cosa ha bisogno l’Europa in questo momento?
- I mercati hanno la percezione che in Europa non esiste quel vincolo di solidarietà che invece vige tra gli Stati americani. Oggi in Europa abbiamo bisogno di valori comuni, di molta generosità e di intelligenza in materia di politica economica.

[Articolo originale "“Deben pensar en la inversión”" di Elena Llorente]

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Traduzione di:
Elena BergamaschiSpagna Elena Bergamaschi
Laureata in Management Internazionale, ha vissuto in Spagna dove ha frequentato l'ultimo anno di specialistica. Ha una forte passione per la lingua spagnola e latino americana, ama i viaggi non convenzionali e nel tempo libero studia arabo, corre e cucina... soprattutto dolci perché nella vita, se c'è qualcosa che non può mancare, è la dolcezza.
Revisione di:
Francesco PasquarelliAmina Iacuzio