Quando Felipe González consiglia al Governo di “fingere” come fa Monti, mette il dito nella piaga di uno dei casi più difficili in cui si sta imbattendo Rajoy nel suo approccio alla gestione esterna della crisi. Il Presidente del Governo non ha mai dato troppa importanza all’immagine, al contrario Mario Monti sta dimostrando di essere un “asso” del marketing e della strategia applicati alla politica.

Il cardinale e il politico

El Mundo

Quando Felipe González consiglia al Governo di “fingere” come fa Monti, mette il dito nella piaga di uno dei casi più difficili in cui si sta imbattendo Rajoy nel suo approccio alla gestione esterna della crisi. Il Presidente del Governo non ha mai dato troppa importanza all’immagine, al contrario Mario Monti sta dimostrando di essere un “asso” del marketing e della strategia applicati alla politica.

Di tecnico non ha nulla, assomiglia più a un cardinale fiorentino che sa tutto, conosce i punti deboli da affrontare al momento giusto e porta la Merkel in giardini fantastici per farsi scattare foto insieme. Pur avendo gli stessi identici problemi della Spagna, sembra averne meno.

Lo spread italiano è alto, ma non come quello spagnolo. Nonostante Monti scarseggi di legittimità, cosa che invece Rajoy possiede. È stata Angela Merkel a volerlo al Parlamento italiano, mentre Rajoy è spalleggiato da una maggioranza assoluta e dal voto di molti milioni di spagnoli. Tuttavia la legittimità democratica non rende sui mercati, e sono loro che comandano.

Gli speculatori dell’euro, che hanno decretato la fine di Zapatero e che ora mettono in difficoltà Rajoy, stanno dimostrando una grande sensibilità per le apparenze. Monti lo sa perfettamente e proprio per tale ragione ha deciso di riunire la stampa finanziaria internazionale per annunciare: “Voglio parlare con voi perchè l’Italia non è ciò che appare, ma quello che voi dite che è”. In questo modo se li è conquistati, ché a questa gente piace tanto che qualcuno gli indori la pillola. Il risultato è che la stampa internazionale è accondiscente con Monti e straordinariamente crudele con Rajoy. Lo stesso vale per gli investitori dai quali dipendiamo affinché lo Stato arrivi a fine mese.

Monti possiede inoltre un dominio della scena degno di un regista cinematografico. Le sue ministre piangono quando annunciano misure dolorose e lui approva i tagli dopo essersi confrontato con i parlamentari fino all’alba. Le sue riforme sembrano essere più efficaci rispetto a quelle del governo spagnolo, anche se non si realizzano e finiscono nel nulla.

Conta inoltre, all’interno della BCE, sull’aiuto di un connazionale. Mario Draghi è l’unica persona che potrebbe far abbassare lo spread spagnolo ma non è disposto a farlo. La Spagna ha sconfitto l’Italia nel calcio, ma stiamo perdendo in tutto il resto.

[Articolo originale "El cardenal y el político" di Lucía Méndez]

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Traduzione di:
Elena BergamaschiSpagna Elena Bergamaschi
Laureata in Management Internazionale, ha vissuto in Spagna dove ha frequentato l'ultimo anno di specialistica. Ha una forte passione per la lingua spagnola e latino americana, ama i viaggi non convenzionali e nel tempo libero studia arabo, corre e cucina... soprattutto dolci perché nella vita, se c'è qualcosa che non può mancare, è la dolcezza.
Revisione di:
Michela FarinaAmina Iacuzio