Nel 2008 Finmeccanica firmò con l’azienda greca Intracom Telecom e le autorità siriane un contratto di fornitura del sistema di comunicazioni TETRA, usato in tutto il mondo per scopi militari.

L’Italia vende alla Siria tecnologie avanzate per organizzare la repressione

Público.es

Nel 2008 Finmeccanica firmò con l’azienda greca Intracom Telecom e le autorità siriane un contratto di fornitura del sistema di comunicazioni TETRA, usato in tutto il mondo per scopi militari.

Nel febbraio 2008 l’azienda Selex del gruppo Finmeccanica (il colosso italiano della produzione di armi) firmò un contratto con la Syrian Wireless Organization (SWO) per fornire alla Siria il sistema di comunicazioni TETRA, da sviluppare insieme alla multinazionale – con capitale russo e greco – Intracom Telecom. L’accordo – del valore di 40 milioni di euro – è di dominio pubblico,  ma non risulta tra i comunicati stampa della Selex disponibili sul sito web dell’azienda, sebbene anche nel comunicato fatto da Intracom non venisse detto che questo tipo di tecnologia è impiegata in tutto il mondo con fini principalmente militari e di sicurezza.

Le e-mail scoperte da WikiLeaks (i Syria Files cui Público.es ha avuto accesso in esclusiva mondiale per i media di lingua spagnola) dimostrano che entrambe le imprese hanno continuato a collaborare durante il 2012 con il regime di Bashar al Assad per realizzare il progetto TETRA nonostante le rivolte scoppiate nel marzo 2011, ed è molto probabile che ciò, come rendono noto diversi documenti, abbia facilitato la brutale repressione a cui è sottomessa la popolazione e che ha già causato più di 14.000 morti.

TETRA (Terrestrial Trunked Radio), una tecnologia sviluppata con la supervisione dell’Istituto Europeo per gli Standard nelle Telecomunicazioni (ETSI), è concepita come un’avanzata rete wireless di comunicazione pubblica e privata che consente localizzazioni multiple e la trasmissione di dati multimediali a grande velocità da diverse periferiche fisse o mobili – telefono, radio, video o internet.

Questo spiega il grande interesse che suscita da più di un decennio nei governi di molti paesi che vogliono dotare le proprie forze di sicurezza e di soccorso di uno strumento efficace e sicuro per organizzarsi in qualunque situazione ciritica.

Secondo quanto emerge dalle centinaia di migliaia di e-mail a cui ha avuto accesso Público.es, la filiale di Intracom a Damasco lavorava dal 2005 all’installazione di un’ampia rete di telecomunicazioni per la Syrian Telecom Establishment (STE) e la SWO, entrambe fortemente legate al regime di Assad. Di fatto la STE dipende direttamente dal Ministero dell’Informazione [ministero deputato al controllo delle informazioni e della censura della stampa e della radio, NdT].

In contatto dalla fine del 2006

La Selex Communications (Selex Elsag dal 2011) entra in gioco alla fine del 2006, quando quattro rappresentanti della SWO, interessati al TETRA, visitano la sede di Intracom ad Atene. A gennaio 2007 gli ingegneri greci ricevono i primi prospetti informativi da parte di Finmeccanica e il progetto, approvato nel 2008, prevede l’installazione di una rete con un nodo principale situato a Barze (Damasco) e altri quattro collocati nelle province di Aleppo, Deir Ezzor, Moadamia, Tartous)e nel porto di Lattakia, oltre a basi mobili, antenne, ripetitori e centraline distribuite in tutto il paese.

Uno degli indizi che induce a pensare che il regime siriano impieghi il TETRA per reprimere le rivolte della popolazione è dato dai radio-comunicatori Puma T3. Da un inventario dell’ottobre 2011, a proteste già iniziate, emerge che Selex ha inviato in tre anni 11.170 di questi apparecchi.

Lo stesso documento rivela che la compagnia italiana ha mandato inoltre 3.484 radio VS3000 da installare nelle auto, 1.407 destinate alle moto, 60 alla flotta navale; 1.602 terminali fissi FC3000 e altri 39 AS3000 per gli elicotteri.

Ci sono anche varie e-mail in base alle quali i tecnici di Intracom, su richiesta della SWO, avrebbero dovuto trasportare delle radio – “a causa della situazione” – nei commissariati di Barzeh e Mouadamia, mentre in una lettera con il timbro della Selex datata 5 luglio 2011 la compagnia italiana avverte che parte dei problemi tecnici riscontrati nell’ultima fase di realizzazione del progetto TETRA si deve “ancora una volta al fatto che la SWO sta utilizzando la rete”.

Collaborazione indiretta con imprese del regime

Gli Stati Uniti tentarono di porre un freno alla vendita dei componenti TETRA all’Iran nel 2006. È curioso che nel caso della Siria nessuno si sia opposto al riguardo. Da un punto di vista morale il comportamento della Selex può essere considerato più che riprovevole.
Primo, per aver venduto queste attrezzature ad uno Stato di polizia come quello siriano. Poi, perché tutte le spedizioni di componenti TETRA erano a nome della SWO, erano diretti a Lattakia e uscivano dalla fabbrica di Firenze. SWO è un organo del regime che collabora strettamente con la STE ed entrambi forniscono un sostegno economico alla famiglia Assad.

Finmeccanica non ha mai ha fatto marcia indietro da quando sono iniziate le proteste, anzi ha collaborato indirettamente con compagnie con cui oggi gli scambi commerciali sono vietati a causa dell’embargo dell’Unione Europea, come la Syrian Petroleum Company (SPC).
In una delle e-mail la SWO chiede a Intracom di connettere la centrale telefonica della SPC con quella della Deir Ezzour Petroleum Company, di cui detiene il 50% delle azioni. La SPC consegna metà dei suoi utili alla famiglia Assad ed era uno dei grandi fornitori di greggio dell’italiana ENI.
E tutto questo con la connivenza del Ministero dell’Economia italiano, che controlla il 30% delle azioni della multinazionale delle armi.

La pista dell’agente della Stasi

Intracom Telecom invece si dedica esclusivamente ai servizi di  telecomunicazioni mobili ma è una società del gruppo Intracom Holdings. Come la Selex, è specializzata nella produzione e distribuzione di tecnologia militare attraverso la ditta Intracom Defense Electronics e conta su un ricco portafoglio di clienti per l’installazione di missili Patriot.
Il presidente è Sokratis Kokkalis – vecchio proprietario dell’Olympiakos – imprenditore di 73 anni reclutato dalla Stasi nel 1963 e accusato di corrompere funzionari dell’Esercito greco affinché acquistassero prodotti tecnologici dalla Germania dell’Est, anche se non è mai stato dichiarato colpevole.

Dall’inizio del 2012 l’Unione Europea ha inflitto ogni mese una serie di sanzioni al regime di Damasco. Nell’ultima dichiarazione del 25 giugno il capo della diplomazia europea Catherine Ashton ha descritto due normative dell’embargo che potrebbero colpire Intracom e Selex. La UE ha proibito l’esportazione di “materiali e attrezzature che possano essere utilizzati per la repressione interna”, aggiungendo restrizioni su “beni e tecnologie”. È possibile che a partire da ora sia Intracom che Finmeccanica avranno difficoltà ad aggiornare e a occuparsi della manutenzione degli apparecchi TETRA. Il colosso italiano non ha molte opzioni, anche se la compagnia greca potrà sempre obiettare che è la sua sede in Siria, e non quella greca, che si occupa della manutenzione.

Video pubblicitario della Selex: http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=k8-PgcWWOlg#!

[Articolo originale "Italia vende a Siria alta tecnología que sirve para coordinar la represión" di DANIEL DEL PINO]

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Traduzione di:
Francesco PasquarelliItalia Francesco Pasquarelli
Amante della movida madrilena e di Calderón de la Barca, del Colosseo e di Trastevere, da sempre contendono le sue attenzioni la capitale spagnola e la Città Eterna.
Revisione di:
Michela FarinaAmina Iacuzio