Un ulteriore ritorno in politica del magnate dei media caduto in disgrazia non è così improbabile come si potrebbe immaginare.

Silvio Berlusconi: per favore, un’altra volta no

The Guardian

Possibile? Il ritorno di Silvio Berlusconi, solo un anno dopo essere stato rimosso dal suo incarico al suono degli “Alleluia” da parte della folla fuori dal palazzo presidenziale? Un ulteriore ritorno alla politica del magnate dei media caduto in disgrazia non è così improbabile come si potrebbe immaginare.

Ci sono potenti forze contrarie ad un ritorno di Berlusconi: la maggior parte dei suoi è contraria e, in quest’era di voti di protesta, per l’uomo che ha governato l’Italia per otto degli scorsi 10 anni potrebbe rivelarsi difficile reinventarsi come volto del cambiamento.
Ma, come sempre, la storia non finisce qui.

Il miliardario sembra possedere illimitate somme di denaro da buttare in una campagna elettorale.
E, stando ad alcuni commenti recenti, durante i quali ha elogiato i vantaggi derivanti da un ritorno al commercio in Lire dell’industria d’esportazione italiana, Berlusconi crede di essere un potenziale vincitore delle elezioni.

L’Italia è più scettica nei confronti dell’Euro di quanto non appaia di solito.
Sebbene rimanga pro-Europa, nel senso che considera Bruxelles un garante di amministrazione oculata in Italia più coerente che Roma, l’euro stesso è associato con l’inflazione. Oggi è diventato l’icona della stagnazione. La popolarità di Mario Monti, in quanto ministro tecnico il cui unico scopo è ridurre il deficit di bilancio, è crollata a picco. L’Italia non ha denaro in cassa per stimolare la crescita, come è stato dimostrato dal tanto atteso decreto sviluppo. È stato approvato dal governo solo dopo essere stato prosciugato delle sue più radicali disposizioni dalla tesoreria. Eppure, senza la crescita l’Italia non sarà in grado di risanare la sua montagna di debiti in costante crescita. L’euro comincia ad emanare cattivo odore, e Berlusconi non è di certo l’unico politico ad aver afferrato l’idea che l’Italia potrebbe riguadagnare in crescita attraverso un ritorno alla Lira, la svalutazione ed un boom dovuto alle esportazioni. Ma potrebbe comunque porsi come suo principale beneficiario.

L’altra via consisterebbe nel mettere fine ad alcune delle pratiche italiane più elaborate e restrittive. Una di queste si è verificata sul binario 15 presso la stazione di Roma Ostiense, quando i passeggeri del nuovo treno ad alta velocità, gestito dalla società privata NTV, si sono trovati di fronte una barriera d’acciaio alta due metri, eretta dalle Ferrovie dello Stato. L’azienda ha sostenuto che il centro servizi della NTV, l’ex AirTerminal, fosse ancora soggetto ad una clausola del contratto, che prevedeva che l’ex aerostazione fosse separata fisicamente dalla stazione ferroviaria.

Barriere come queste vanno oltre la capacità di un premier tecnico, che spera in una futura carriera a Bruxelles. Sotto di lui c’è un partito di destra il cui sostegno si sta sbriciolando ed uno di sinistra che dovrebbe vincere le prossime elezioni, anche se il voto di protesta sembra favorire il Movimento Cinque Stelle, guidato dal comico e blogger Beppe Grillo. Tutte le scommesse politiche sono aperte. Da qui il preoccupante luccichio negli occhi di Berlusconi.

[Articolo originale "Silvio Berlusconi: please, not again" di Editorial]

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Traduzione di:
Noemi AlemanniItalia Noemi Alemanni
24 anni e tanta voglia di fare. Sono laureata in lingue straniere e ho una passione smisurata per la letteratura ed il giornalismo. Spero di riuscire a coniugare le due cose come traduttrice. Nel frattempo, continuo a studiare: con le lingue non si finisce mai!
Revisione di:
Loredana Spadola