Italia: minacce sul bilancio dalla stampa indipendente

[Rue89]

L’Italia vive una crisi di bilancio. E’ un’evidenza. Si impone una riduzione generale delle spese. Allora perchè non ridurre il fondo di sostegno all’industria dell’editoria? E’ con questo pretesto che l’esecutivo guidato da Silvio Berlusconi vorrebbe sbarazzarsi della stampa indipendente. Il decreto,ideato dal molto zelante ministro delle Finanze Giulio Tremonti e che sarà discusso in Parlamento in Ottobre, è un crimine riguardo alla libertà dell’informazione: mette in pericolo l’esistenza di numerosi giornali. Ecco come…

Le risorse sono ormai sottomesse al ben volere del Governo

Mentre i bisogni reali sono stimati a 580 milioni e il budget prevedeva inizialmente 387 milioni di euro per i prossimi due anni, l’articolo 44 della nuova legge finanziaria prevede una riduzione draconiana dei contributi diretti agli editori che hanno le condizioni richieste per ottenerli, ossia di 38 milioni di euro nel 2009 e di 100 milioni di euro nel 2010.
Attualmente tali aiuti, che si rappresentano come “diritto soggettivo”, sono determinati da parametri come la tiratura, la diffusione, i costi di produzione, il peso delle entrate sul fatturato
D’ora in avanti con il decreto Tremonti, i contributi diretti saranno attribuiti “tenendo conto delle somme destinate al settore dell’editoria nell’insieme del bilancio dello Stato, e che costituiscono il limite massimo delle spese”. In breve, ciò che fino a ieri era un diritto, come la pensione per i pensionati, domani sarà condizionato dall’ammontare dei fondi, non definito con certezza.
Fino alle novità introdotte da questo governo, era riconosciuto il diritto ad una forma di contribuzione pubblica alle spese dei giornali d’opinione e dei giornali dei partiti politici, in nome di alcuni principi come l’interesse pubblico alla circolazione di idee, la tutela del pluralismo al fine di compensare l’impossibilità per questi giornali di concorrere nel mercato della pubblicità.
La cancellazione di questo diritto è la novità principale introdotta da un decreto prima dell’estate e confermata da un regolamento in discussione in questi giorni: senza questo ” diritto soggettivo” il finanziamento pubblico è sottomesso alla volontà del governo al potere e lo stesso ammontare degli aiuti dipenderà, di anno in anno, dalla sua generosità.
Ipoteca che, all’evidenza, peserà sulla libertà di stampa ma che rappresenta inoltre un ostacolo mortale per i giornali interessati che vivono del credito che le banche garantiscono sulle contruzionipubbliche e che, persino quando erano sicure, arrivava con un certo ritardo.

Un duro colpo giocato ai gìiornali indipendenti

A ciò si aggiunge uno scherzo di pessimo gusto. Perchè, in un decreto che mette in pericolo numerosi voci libere, i privilegi dei potenti rimangono protetti. In effetti, la riduzione dei fondi riguarda unicamente i contributi diretti e non quelli indiretti, come le consistenti spese di spedizione per esempio, di cui i grandi gruppi editoriali sono i principali beneficiari.
In particolare, i primi tre gruppi dell’industria editoriale italiana ricevono in totale più di quanto ricevono complessivamente i 26 giornali senza scopo di lucro. Le cifre del 2006 sono eloquenti: la casa editrice Mondadori, controllata dalla famiglia di Silvio Berlusconi, era la principale beneficiaria delle contribuzioni pubbliche, stimate a 18,877 milioni di euro, seguita dal gruppo Il sole – 24 Ore, controllato da Confindustria (equivalente al Medef) con 17,822 milioni di euro e infine da Rizzoli -Corriere della Sera (13,763 milioni di euro) .
Risorse che, spesso, finiscono nei fondi di bilancio e si trasformano in dividendi distribuiti agli azionisti. Così i tre colossi costano allo Stato 50,463 milioni di euro mentre i 26 giornali gestiti da cooperative di giornalisti si dividono 46 milioni di euro.
E’ evidente che questa legge colpisce il cuore della democrazia in perfetta coerenza con tutta l’azione di questo governo di destra. Un colpo molto duro per il pluralismo, tanto più offensivo e indecente, dato che l’italia è caratterizzata da una concentrazione molto elevata di risorse destinate al polo della televisione. La battaglia per salvaguardare un’informazione pluralista è appena cominciata…

[Articolo originale "Italie : menaces bugétaires sur la presse indépendante" di Fausto Furio Colombo]

Condividi : Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
  • email
  • Google Bookmarks
  • Facebook
  • MySpace
  • Live-MSN
  • OKnotizie
  • YahooMyWeb
  • StumbleUpon
  • Blogosphere News
  • Webnews
  • eKudos
  • LinkedIn
  • Technorati
  • TwitThis
  • BarraPunto
  • Digg
  • Pownce
  • Wikio IT
  • Wikio

3 commenti per Italia: minacce sul bilancio dalla stampa indipendente

Lascia un commento

 

 

 

Puoi usare questi tag HTML

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>