StampaChiamatelo pure comico, pagliaccio o showman, ma Beppe Grillo è semplicemente la parte più succulenta delle notizie che arrivano dalla politica italiana da un po’ di tempo a questa parte. […]

Il fascino del Grillo Parlante d’Italia

Financial Times

Chiamatelo pure comico, pagliaccio o showman, ma Beppe Grillo è semplicemente la parte più succulenta delle notizie che arrivano dalla politica italiana da un po’ di tempo a questa parte. Il Presidente del Consiglio Mario Monti, scelto dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano, è supportato, più o meno, dai tre partiti principali e ha concentrato i propri sforzi nel cercare di evitare che le finanze pubbliche italiane facciano la fine di quelle greche. Ma il professor Monti non è passato attraverso il voto. Grillo invece sì.

Nell’ultima tornata di elezioni amministrative, il suo Movimento Cinque Stelle ha raccolto circa il 10% dei voti e ha portato all’elezione di alcuni sindaci, come a Parma. I tre maggiori partiti che sostengono Monti hanno raccolto insieme il 37% dei voti, rispetto al 72% ottenuto nel 2010. Un recente sondaggio indica che un terzo degli italiani si aspetta che Grillo abbia ottimi risultati nelle prossime elezioni generali, tra 10 mesi, anche se due terzi pensano che non sarà capace di guidare il paese.

Allora, cosa sta succedendo? Giuseppe Piero Grillo, meglio noto come Beppe, è un comico cabarettista di 63 anni di Genova, bandito dalla televisione pubblica a metà degli anni ‘80 per aver etichettato i socialisti allora al potere come “ladri” (senza sbagliare, come si è rivelato in seguito). Negli anni ‘90 ha iniziato a girare l’Italia in tour come one-man show, registrando il tutto esaurito.

Magari è insipido, ma è anche divertente, un Billy Connolly italiano, con accento distinto, barba incolta, lingua tagliente e abile nel rivolgersi al pubblico. Tempo fa Grillo – il cui cognome richiama il “Grillo Parlante” – disprezzava i computer e i nuovi mezzi di comunicazione che stavano emergendo rapidamente. Ha persino distrutto un computer sul palco con un martello. Poi è arrivato internet, e con esso l’illuminazione sulla via di Damasco. Beppe, l’anticonformista, capì subito il potenziale del web e cominciò furiosamente a scrivere il suo blog, che diventò un vero e proprio movimento, ora popolare in tutta Italia.

Il suo programma include ovvie richieste che i partiti politici ignorano ciclicamente, ad esempio l’esclusione dal parlamento delle persone con fedine penali sporche. Offre soluzioni semplici a problemi difficili, spaziando dall’energia alle questioni monetarie (propone l’inadempienza del debito e l’abbandono dell’euro). Alcune delle sue uscite sono chiaramente esagerate. Ha accennato al fatto che nemici potrebbero provare a fermarlo con le “bombe”; a Palermo ha dichiarato che “la Mafia non strangola le proprie vittime”, sottintendendo che invece le autorità fiscali lo fanno. Ma è difficile discuterne perché Grillo si rifiuta di andare in TV, dicendo di non essere il leader del movimento, ma solo il suo altoparlante.

Quindi: esibizionismo, empatia, comunicazione a senso unico e stretto controllo del partito. Vi ricorda qualcuno? Silvio Berlusconi, ovviamente, ma senza donne attraenti. O Umberto Bossi, ma senza gli scandali finanziari che hanno tormentato la Lega Nord. Gli italiani amano “essere governati in modo drammatico”, ha scritto l’ambasciata americana al dipartimento di stato negli anni ‘20. Allora, l’esibizionista era un personaggio più cupo e più pericoloso: Benito Mussolini. Ma abbiamo davvero un debole per i capi ‘esagerati’?

La risposta è si, e non siamo i soli. Quando i tempi sono duri, la strada davanti è dolorosa e i partiti tradizionali sono senza speranza, le democrazie sono tentate da soluzioni semplici proposte da capi istrionici. Ovviamente, tattiche e strumenti sono cambiati. All’inizio, era un palco improvvisato e un discorso in piazza, poi radio e film, poi la TV e ora internet. Potremmo chiamarlo Populismo 2.0.

Dobbiamo stupirci se, mentre la Grecia si addentrava in un cammino pericoloso, appariva un anticonformista come Alexis Tsipras – capo del partito radicale di sinistra Syriza? O che la Germania fosse così affascinata dai Pirati? No, non dobbiamo stupirci. Il comitato di esperti Demos nota che i movimenti populisti sono in crescita anche in Gran Bretagna, Olanda, Belgio, Austria, Svezia, Danimarca, Norvegia, Finlandia e Ungheria. I vari neo-populisti potrebbero non avere molto in comune, a parte la spavalderia, ma non sono più gruppi marginali. Non sentono alcuna responsabilità – e non hanno alcuna motivazione – per il progetto Europeo. In questo clima sfidano duramente la politica tradizionale, che si sta dimostrando inefficace. Il palcoscenico è vuoto e aspetta nuovi fabbricanti di sbruffonate che pavoneggino le proprie idee.

Tornando in Italia, chi sta supportando Grillo? Bè, molte persone ben educate. Un giovane su tre in Italia è al di fuori del mercato del lavoro, o fa fatica a vivere con un contratto a breve termine da circa 1000 euro al mese. I partiti tradizionali non ascoltano, ma Grillo sì, o almeno fa finta. Potreste essere tentati di puntalizzare che la maggior parte degli italiani sembra sostenere ancora Monti, un uomo che è l’esatto contrario di un comico. Solo Monty Python potrebbe trasformare questo alto, occhialuto economista in giacca e cravatta in una figura comica. Ma non è qui per restare. Se vuole rimanere al potere dopo la primavera del 2013, dovrà affrontare l’elettorato. Grillo è pronto per la lotta. Monti potrebbe avere qualche possibilità in un’aula universitaria. Ma in un video su internet, o per un discorso in una piazza, non c’è competizione.

[Articolo originale “The Allure of Italy’s Jiminy Cricket ” di Beppe Severgnini]

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Traduzione di:
Daniela CastrataroScozia Daniela Castrataro
Molisana di origine, vivo da 4 anni a Glasgow, in Scozia, dove ho co-fondato twintangibles, Social Media research & consultancy. Traduttrice free-lance, mi occupo anche di e-learning e e-publishing. Viaggiatrice appassionata in Scozia, in Europa e nel mondo, amo osservare, apprezzare e imparare da culture e modi di vivere diversi dai miei
Revisione di:
Noemi AlemanniMara Colzani