Così come ogni regione ha il suo clima caratteristico, ogni genere della letteratura italiana possiede le sue peculiarità

La letteratura italiana di oggi

El Cultural

Così come ogni regione ha il suo clima caratteristico, ogni genere della letteratura italiana possiede le sue peculiarità. Il saggio, il romanzo e la poesia mostrano tratti differenti che hanno più o meno meritato considerazione. Cominciando dalla saggistica, risulta consistente la produzione di libri i cui autori sono personaggi conosciuti della televisione o di giornali importanti, insomma, figure mediatiche come Bruno Vespa, Eugenio Scalfari e Gian Antonio Stella, scrittore del libro-inchiesta La casta, dura invettiva contro la classe politica.

Al saggio politico, ma dalla scrittura raffinata ed erudita, appartengono le pagine del giurista Franco Cordero, inventore di pittoreschi soprannomi per Berlusconi. In ambito meramente letterario spiccano Umberto Eco e Claudio Magris, ma anche Luciano Canfora, illustre ellenista capace di riunire filologia e storia della cultura, e Roberto Calasso, i cui libri di critica vanno di pari passo con la sua opera narrativa: entrambi attingono con sensibilità moderna alla fonte del mito classico. A parte i pochi saggisti citati, non c’è altra produzione significativa e, dunque, la critica letteraria e filologica resta entro i confini del territorio accademico.

Ugualmente complicato risulta dare un giudizio attendibile e sintetico sul romanzo di oggi, poiché non esiste più una netta distinzione – come in passato – tra letteratura di consumo e narrativa “alta”, caratterizzata da una scrittura elaborata e personale. Prima i confini erano più chiari e definiti: Calvino, Lampedusa, Moravia, Morante, Volponi, Sciascia, etc. da una parte; Guareschi e Scerbanenco dall’altra. Oggi tutto appare più confuso; la critica letteraria viene accolta sempre meno nei mass media (che per di più stanno vivendo una grave crisi d’identità). È una realtà dura da accettare ma al momento non ci sono figure isolate di scrittori italiani: forse Tabucchi, scomparso da poco, è l’unico caso di scrittore “puro” universalmente riconosciuto.

Tra gli autori tradizionali che coltivano un genere “ibrido” spiccano gli intellettuali succitati, Eco e Magris, quest’ultimo consacrato dalla collana Meridiani Mondadori. Non si allontana da questa categoria neanche Camilleri, tra i più autorevoli il decano dei romanzieri italiani, geniale scrittore di romanzi polizieschi insieme al duo Fruttero-Lucentini, ed allievo della scuola di Simenon. È l’autore delle avventure del commissario Montalbano, in cui mostra la sua abilità nel contaminare il genere poliziesco con una scrittura dialettale e creativa.

Ad ogni modo, siamo lontani dal romanzo che ha rappresentato l’apice della grande letteratura italiana. È da più di vent’anni che assistiamo alla pubblicazione di stupefacenti bestseller commerciali, i quali hanno delineato un nuovo gruppo di scrittori che, tuttavia, la critica ha liquidato come “letteratura di plastica”, esprimendo giudizi molto controversi. In primo luogo spicca il caso di Susanna Tamaro con Va’ dove ti porta il cuore; di Margaret Mazzantini con Non ti muovere; di Federico Moccia con Tre metri sopra il cielo; di Giorgio Faletti ed i suoi Appunti di un venditore di donne; di Paolo Giordano con La solitudine dei numeri primi e di Fabio Volo con Le prime luci del mattino. Tutti libri da cui sono stati tratti alcuni film. Hanno ricevuto invece apprezzamenti altalenanti i romanzi di Alessandro Piperno, Alessandro Baricco, Niccolò Ammaniti, Sandro Veronesi e Antonio Scurati.

Tra gli scrittori del passato recente o contemporanei che riuniscono elaborazione dell’intreccio narrativo e scrittura originale si impongono i nomi di Gesualdo Bufalino, Vincenzo Consolo, Raffaele La Capria, Dacia Maraini, Sebastiano Vassalli e Maurizio Maggiani, seppur nel corso di un’attività di quasi 40 anni non tutti abbiano mostrato una continuità. Più giovani sono Pier Vittorio Tondelli, Stefano Benni, Daniele Del Giudice, Aldo Busi, Andrea De Carlo, Paola Mastracola, il veneziano Tiziano Scarpa, maestro di scrittura sperimentale, e Nicola La Gioia, che con il suo libro Riportando tutto a casa si è confermato uno degli autori più interessanti del momento.

Un caso a parte è rappresentato dal napoletano Roberto Saviano con il suo Gomorra, libro ibrido che può essere definito più come reportage-inchiesta che come romanzo tout court, ma che costituisce un episodio importante di letteratura civile, a prescindere dal forte dubbio che suscitano le sue qualità propriamente letterarie. Un simile esempio di alto gradimento è la narrativa di Erri De Luca, che presenta un’opera dallo sfondo autobiografico ma aperta al mistero, in perfetto equilibrio tra etica ed estetica.

Un fenomeno in fieri e molto interessante riguarda la nascita di romanzi di scrittori appartenenti ad altre etnie e culture, fortunato risultato delle ultime migrazioni di massa. Si segnalano al riguardo Igiaba Scego, di origine somala, che con La mia casa è dove sono l’anno scorso ha vinto l’importante premio Mondello, e Ornela Vorpsi, albanese, che nel suo romanzo Il paese dove non si muore mai ha raccontato la dura condizione della donna nell’Albania del dittatore Stalin con un italiano ironico e di indubbia efficacia.

Per quanto riguarda la poesia, dopo la generazione post-ermetica (con nomi rappresentativi come Vittorio Sereni, Pasolini, Fortini, Giovanni Giudici, Luciano Erba, Giovanni Raboni, Andrea Zanzotto, da poco scomparso, etc.), il quadro attuale sembra abbastanza frammentato e difficile da catalogare in tendenze o scuole, perfino in opere o figure individuali che possano episodicamente mostrare affinità tra loro. Tra le poetiche più apprezzate si distingue quella di Valerio Magrelli, ben conosciuto e tradotto in spagnolo, e a sua volta traduttore di poesia francese e spagnola. I suoi libri rivelano un’attenzione analitica per la corporeità e la scienza, come anche uno sguardo di taglio sociologico-politico nei confronti dei problemi sociali. Si distingue anche il neo-orfismo urbano di Milo de Angelis (Quell’andarsene buio dei cortili) e Patrizia Valduga, che ama il ritorno alle forme chiuse.

Non va dimenticato poi l’esperimento araldico-eroico di Giuseppe Conte o Roberto Mussapi, attento al fascino del mito e al richiamo romantico della voce della natura. Da ultimo, va menzionata la poetica di “Linea Lombarda” di Tiziano Rossi, Giampiero Neri, Maurizio Cucchi, Mario Santagostini e Antonio Riccardi. Quest’ultimo, dedito al genere della microstoria, tende alla evocazione familiare e sociale di fatti quotidiani con un linguaggio conciso che si avvicina, quanto ad analogie stilistiche, ai lavori di Fabio Pusterla e Franco Buffoni.

Esiste poi un altro tipo di poesia, che combina impegno civile e una suspense dai tratti vagamente mistici e neo-danteschi, come quella di Eugenio De Signoribus (Nessun luogo è elementare), basata in gran parte sugli insegnamenti di Giovanni Giudici e Mario Luzi. Uno stile colto e meditativo, caratterizzato da solidi riferimenti e da uno sfondo ponderato e riflessivo, è quello di Cesare Viviani. Ricorre al dialetto milanese Franco Loi (da poco tradotto in spagnolo). Al contrario, gli autori d’avanguardia non sono stati troppo sbrigativi dopo la morte di Sanguineti e Pagliarani, visto che quasi tutti si sono chiusi in un epigonismo rabbioso e spesso sterile, seppur con rare eccezioni.

In ambito femminile si distinguono i nomi di Alda Merini, Amelia Rosselli e Vivian Lamarque. Tra le generazioni più giovani le più accreditate sono Antonella Anedda, su cui ha fortemente influito la lettura della poesia russa; Maria Grazia Calandrone, Cristina Alziat, Jolanda Insana e Fabio Scotto, poeta del corpo e della voce, che canta l’amore ma anche gli eventi sociali del mondo.

[Articolo originale "La literatura italiana de hoy" di Gabriele Morelli]

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Traduzione di:
Francesco PasquarelliItalia Francesco Pasquarelli
Amante della movida madrilena e di Calderón de la Barca, del Colosseo e di Trastevere, da sempre contendono le sue attenzioni la capitale spagnola e la Città Eterna.
Revisione di:
Amina IacuzioElena Bergamaschi