"Con Mario Monti al governo abbiamo imparato molte cose", dice Ana Patricia Vargas, una cittadina del Costa Rica che vive a Roma da 17 anni.

Gli italiani sperano che i loro professori facciano qualcosa

La Nacíon (Costarica)

Sono passati i giorni in cui le avventure del primo ministro Silvio Berlusconi occupavano le prime pagine dei quotidiani italiani. A quei tempi, mentre l’Europa ballava al ritmo della crisi finanziaria, l’Italia si distraeva grazie alle accuse contro il suo massimo dirigente.

Il disordine finì con l’arrivo dei professori. Il 13 novembre dell’anno scorso il presidente Giorgio Napolitano diede l’incarico all’economista Mario Monti di creare un governo tecnico. Monti – oggi primo ministro – rispose alla chiamata e andò alla ricerca di professori pronti ad affrontare la temuta classe politica.

“Con Mario Monti al governo abbiamo imparato molte cose”, dice Ana Patricia Vargas, una cittadina del Costa Rica che vive a Roma da 17 anni. “Adesso sappiamo che dobbiamo tenere conto di alcune variabili economiche quando andiamo a comprare il pane la mattina”, racconta.

Questa strada della consapevolezza è stata accompagnata da un cambiamento nel comportamento degli italiani. Secondo Vargas la gente, un tempo abituata a spendere velocemente lo stipendio, “adesso cerca di tenere sotto controllo il portafogli”.

Tuttavia, assediata dal risparmio, la moda fa il possibile per non scomparire dalle strade. “La gente va molto in giro per mercatini di roba usata, che oggi sono molto più in voga che in passato. Un vestito che una volta costava 400 euro, lì puoi comprarlo per 100″ calcola Vargas.

Suo marito è italiano e come lei lavora come professore di musica. Lui è impiegato statale, un privilegio in un’Italia che dal 2008 ha visto salire il suo tasso di disoccupazione. “In questo momento lavorare per lo Stato almeno ti dà la sicurezza di non perdere il posto”, spiega Vargas.

Ma la crisi ha comunque lasciato un segno nel contratto di suo marito: nei prossimi quattro anni non riceverà alcun aumento di stipendio. “E’ parte della riforma di Monti”, dice con un pizzico di rispetto per il primo ministro. “Sta rivoluzionando molte cose. E’ come un’ancora di salvezza per l’Italia”. Inoltre, dice, è facile notare che gli attuali dirigenti non sono politici: “non rilasciano quasi mai dichiarazioni, e quando lo fanno dicono le cose chiaramente, senza cercare di piacere a nessuno”.

[Articolo originale "Los italianos esperan que sus profesores hagan algo" di Diego Jiménez F.]

Condividi : Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
  • email
  • Facebook
  • TwitThis
  • MySpace
  • Live-MSN
  • LinkedIn
  • OKnotizie
  • Google Bookmarks
  • YahooMyWeb
  • Blogosphere News
  • Digg
  • Reddit
  • Technorati
Traduzione di:
Michela FarinaItalia Michela Farina
Laureata in Lingue e Letterature Straniere, si occupa di Social Media Monitoring e Analisi del linguaggio naturale. Nel tempo libero insegna italiano, studia arabo e traduce dallo spagnolo.
Revisione di:
Elena BergamaschiAmina Iacuzio