[Nature]
Gli scienziati protestano per i tagli dei costi decisi dal governo.
Quasi 2.000 ricercatori italiani perderanno i contratti a tempo indeterminato loro promessi, a causa di una legge che dovrebbe entrare in vigore entro la fine dell’anno. Potrebbero dover abbandonare del tutto la ricerca pubblica.
La scorsa settimana, la Camera dei Deputati del nuovo governo di centro-destra di Silvio Berlusconi ha esaminato il disegno di legge, che mira a ridurre la spesa pubblica attraverso la razionalizzazione del servizio pubblico. Vari ricercatori si sono messi in vendita su eBay, come parte di una campagna che ha anche coinvolto decine di migliaia di manifestanti in corteo per le strade di Roma e di altre città.
La proposta di legge si oppone esplicitamente ad un’altra legge approvata dal precedente governo di centro-sinistra, secondo la quale i ricercatori precari da molto tempo potrebbero essere assunti in modo permanente, se adeguatamente qualificati. La legge proibisce inoltre che gli scienziati vengano assunti tramite una serie di contratti a breve termine, e coloro che sono già stati selezionati per l’assunzione a tempo indeterminato, avendo accumulato piú di tre anni di contratto negli ultimi cinque anni, saranno ora lasciati per strada.
Renato Brunetta, Ministro per la amministrazione pubblica e l’innovazione che ha progettato la nuova legge, ha fatto infuriare ulteriormente gli scienziati definendo molti dipendenti pubblici come dei “fannulloni”.
I ricercatori in Italia sono dipendenti pubblici e il numero di posti disponibili è determinato dal governo centrale, piuttosto che dai singoli enti di ricerca. L’ultimo decennio non ha visto quasi nessuna nuova assunzione e, di conseguenza, il numero di ricercatori con contratto temporaneo è schizzato alle stelle. Ci sono almeno 4.500 impiegati con contratti temporanei da molti anni – conosciuti come “precari”, in riferimento alla loro occupazione incerta – che si barcamenano tra un contratto a tempo determinato ed il successivo.
Gli scienziati dicono che la loro protesta non è diretta contro il sistema tradizionale del post-dottorato, bensí contro il malsano squilibrio tra posizioni precarie e assunzioni a tempo indeterminato. “Abbiamo uno squilibrio patologico perché le nuove assunzioni a tempo indeterminato sono state bloccate” afferma Luciano Maiani, presidente del CNR, il Consiglio Nazionale delle Ricerche italiano.
Come risultato delle proteste, Brunetta afferma che ai ricercatori sarà dato tempo fino al 1 luglio 2009, mentre lui esaminerà le loro richieste. Ma i presidenti dei vari enti di ricerca italiani ritengono che l’unica via d’uscita da questa situazione sia dare maggiore autonomia ai singoli enti sugli impieghi statali.
“Il governo deve riconoscere l’alta formazione professionale dei ricercatori – non è opportuno rientrare nel regolamento della categoria degli impiegati statali” spiega Enzo Boschi, presidente di Italia Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.
Claudio Gatti è un fisico delle particelle presso l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Frascati, che sta per perdere il contratto a tempo indeterminato promessogli a causa della proposta di legge. Egli afferma che “nel sistema di ricerca italiano non c’è programmazione, mobilità e neppure futuro – ma siamo pronti a lottare per i nostri diritti con tutti i mezzi legali a nostra disposizione”.
Il Ministro della ricerca e dell’istruzione Mariastella Gelmini non ha commentato pubblicamente la situazione e non ha risposto alle richieste di commenti da parte di Nature.
Vedi anche l’editoriale di Nature.
[Articolo originale "New law threatens Italian research jobs " di Emiliano Feresin, Alison Abbott]




















(1 voti, media: 4,00 su 5)
Ma proprio non si rendono conto di come stiamo messi? Chiedono un commento alla super raccomandata Gelmini? Quella che ha fatto gli esamini al sud e che insulta i professori meridionali?
In Italia l’università non funziona come dovrebbe, gli atenei sono slegati dalle industrie, ho fatto fisica, non desideravo andare all’estero, e quindi, siccome di essere una persona di buon senso, non ho mai creduto di avere posto nella ricerca italiana, lavoro nell’industria e faccio cose molto diverse da quelle che ho studiato, ma tutto sommato mi considero fortunato.. Gli studenti anche molto bravi che sperano di trovare un posto nella ricerca in Italia, o vanno all’estero o se sanno opportunamente riciclarsi si preparino a diventare dei softwaristi o degli hardwaristi, questo chiede il nostro piccolo mercato. L’Italia delle veline non può permettersi dei ricercatori.
L’università andrebbe riformata, non la scuola elementare che è forse l’unica che funziona bene, ma il governo che da sempre è a favore delle corporazioni (vi ricordate gli inciuci tra AN e tassisti romani o tra l’imperatore nano e i piloti Alitalia all’epoca della ’svendita’ allo straniero? :-) ) si guarda bene dal far indispettire i vecchi baroni dell’università… anzi se la prende sempre con l’anello debole, lo addita a capro espiatorio, ora se inveisce coll’immigrato, ora coll’insegnante (depositario della cultura e quindi nemico), col ricercatore precario, esalta i corrotti e i corruttori (i Geronzi, i Tronchetti, i Ligresti,…) e da responsabili li fa diventare salvatori della patria.
Perfettamente d’accordo!!! Non è umanamente accettabile un governo che colpisce la parte sana del paese e lascia tranquilla quella marcia, anzi la protegge (banche fallimentari, manager grassatori, giudici corrotti e chi più ne ha, più ne metta). Tutti conoscono i problemi della scuola ; ma il governo invece di curare la fonte di questi problemi(la testa), colpisce indiscriminatamente la base.
Questo è terrorismo sociale!!!
Due lauree in ingegneria. La prima in Ingegneria Informatica con esami aggiuntivi di elettronica (37 sui 31 previsti). La seconda in ingegneria meccanica. Ho seguito altri corsi aggiuntivi all’università di ingegneria elettronica (tutti quelli della specialistica in Elettronica e telecomunicazioni), il corso di intelligenza artificiale ed alcuni corsi di Motori non previsti in curricula. Tesi in navigazione Aerea. Ho seguito il corso di Elaborazione dati per la navigazione aerea e il corso di sensori per la tesi. Totale: 91 esami.
Ho fatto richiesta per un posto da ricercatore: risposta: “Quest’anno sono stati tagliati i fondi. Se vuoi puoi venire a lavorare ma non vieni pagato!”
Ho inviato 1000 curriculum. Risposte 9. Fra questi un benzinaio e una azienda che monta speaker nelle chiese. Gli altri richiedono esperienza e non assumono neolaureati soprattutto in periodo di crisi. All’estero la crisi la peggio.
Ancora alla ricerca di lavoro. Il mio sogno è fare il ricercatore (ma non gratis possibilmente…)
Lascio a voi i commenti.