[Sueddeutsche Zeitung]
La ferita di Sant’Anna
Il nuovo film di Spike Lee “Il miracolo di Sant’Anna” provoca una discussione sul fascismo, che dura fin dalla seconda guerra mondiale.
Quando venerdì scorso il nuovo film di Spike Lee “Il miracolo di Sant’Anna” è uscito nei cinema italiani, il dibattito attorno al passato italiano è arrivato ad un punto di ebollizione che poco ha a che vedere con il film stesso. Lo scontro con il cinema dimostra piuttosto quanto lo sguardo italiano verso il proprio passato si sia deformato negli anni di Berlusconi.
Già la scorsa settimana si sono levate proteste, secondo le quali il regista americano non rappresenta correttamente uno degli episodi più brutali della seconda guerra mondiale.
Il film è ambientato nell’estate 1944, quando nel paese toscano di Sant’Anna di Stazzema, durante una cosiddetto rastrellamento della 16esima divisione corazzata delle SS “Reichsfuehrer SS”, vennero uccisi e in parte bruciati in maniera atroce 560 fra anziani, donne e bambini.
Il dolore di questo ricordo è ora piu forte che mai, dato che alcuni degli uomini delle SS condannati all’ergastolo da un tribunale italiano nel 2005 vivono ancora a piede libero in Germania.
“Propaganda contro i partigiani”
Il film mostra il massacro come una rappresaglia dei tedeschi in cerca di un gruppo di resistenza. L’associazione dei partigiani (ANPI) parla di un “falso storico”: il film fa sembrare che l’attacco di Sant’Anna sia stato causato dal tradimento di un partigiano.
Dichiarazioni equivoche di Spike Lee secondo le quali i partigiani non siano stati amati dagli italiani hanno ulteriormente infervorato il dibattito. In un articolo del Corriere della Sera, i portavoce dell’ANPI si sono mostrati “indignati”.
A questo Spike Lee ha risposto che come regista non abbia a che scusarsi con nessuno. In risposta martedì scorso l’88-enne giornalista e scrittore Giorgio Bocca, che partecipò attivamente alla resistenza, ha rinfacciato al regista sulla prima pagina de La Repubblica di fare propaganda contro i partigiani. Inoltre secondo Bocca non si può cambiare il decorso storico di una tragedia come quella di Sant’Anna, solo per renderla più adatta alla scenografia di un film.
Spike Lee ha risposto il giorno dopo: “Signor Bocca, non sono io il Suo nemico.”
Il film, che Bocca apparentemente non aveva ancora visto, non discrediterebbe i partigiani. In effetti nel dibattito – in parte esagerato – si è perso ad esempio il fatto che il presidente della repubblica Giorgio Napolitano, che militò nel partito comunista italiano, uscendo da una prima abbia lodato il film per la sua rappresentazione della resistenza.
Il paese è profondamente lacerato
In Italia il ricordo degli avvenimenti della seconda guerra mondiale continua ad istigare sempre nuovi conflitti storici, che non sono mai stati superati dopo la seconda guerra mondiale.
Dopo l’autunno del 1943, quando il paese venne occupato da truppe tedesche, che procedevano assassinando e saccheggiando non solo i gruppi di resistenza, ma soprattutto la popolazione civile, si creò una profonda lacerazione attraverso il paese.
Da una parte si schierarono le unità riorganizzate dello stato-marionetta fascista della Repubblica Sociale di Salò (RSI), dall’altra la resistenza con i suoi cosi diversi valori morali e poilitici.
Ad ogni modo, dopo la guerra la resistenza in parte si vendicò sanguinosamente sui nemici fascisti. I valori del movimento della resistenza però entrarono nella costituzione della nuova repubblica, il ricordo dell’eroica lotta contro il „nazifascismo“ divenne altresì mito fondatore di una nuova Italia.
Allo stesso tempo una gran parte degli italiani voleva riconoscersi nei valori della resistenza come se il fascismo non fosse mai stato maggioranza nel paese. Questo ha fatto sì che questo paese si sia confrontato solo molto tardi con i nodi degli anni del fascismo tra il 1922 ed il 1945.
Negli ultimi anni però è diventata presentabile un’altra visione. I soldati della RSI fascista, così è stato argomentato, avrebbero sì obbiettivamente rappresentato i valori errati, ma soggettivamente avrebbero, dopo la resa dell’ 8. Settembre 1943, voluto salvare l’onore della patria.
Soprattutto il partito postfascista Alleanza Nazionale ha abbracciato questa opinione, dopo essere diventato partito di governo attraverso ad una coalizione con Silvio Berlusconi negli anni novanta.
La guerra “onorevole”
Contemporaneamente lo sguardo di molti conservativi si è volto verso il lato oscuro della resistenza. Questo si spinge fino al punto che ora, ogni volta che si commemorano gli eroi della resistenza, si devono affiancare i morti della RSI”, cosí si è lamentato la settimana scorsa il leggendario regista Mario Monicelli.
Monicelli, di famiglia antifascista, si è domandato amareggiato, se si debba diventare revisionisti, per figurare obbiettivi.
Seguendo oggi i dibattiti nel paese, si ha a volte l’impressione, che la guerra civile di allora venga oggi proseguita a livello culturale. Tutti coloro, che a suo tempo erano a favore della liberta e della democrazia, devono oggi giustificarsi per il loro atteggiamento o almeno riconoscere sullo stesso livello il ricordo dei loro oppressori.
“Il miracolo di Sant’Anna” tratta di una storia più americana che italiana. Si basa sul romanzo omonimo di James McBride, che racconta del destino di un gruppo aggregato alla 92. divisione dell’esercito americano. Questa divisione era composta esclusivamente da soldati afroamericani, chiamati “buffalo soldiers”.
Inventato
Con questo film Spike Lee vuole rendere tributo ai meriti dei soldati di colore in una guerra che chiama “l’ultima guerra onorevole degli Stati Uniti”. Il massacro di Sant’Anna e le altre atrocità fungono solo da sfondo storico. James McBride, che ha anche scritto la sceneggiatura del film, sottolinea che si tratta di una storia inventata. Se la sarebbe inventata dopo una visita a Sant’Anna, quando in Italia nessuno voleva saperne niente degli avvenimenti dell’estate del 1944.
Gli atti originali testimonianti il massacro rimasero “nascosti” per decenni in una cantina romana e vennero riportati alla luce solo negli anni novanta dopo l’apparizione di vari articoli.
Oggigiorno ogni estate a Sant’Anna, a Lucca e in altri paesi toscani vengono tenuti concerti per la pace. Che una rappresentazione politicamente innocente come il film di Spike Lee possa suscitare in Italia un dibattito socioculturale di tale intensità dimostra che solo apparentemente gli italiani hanno raggiunto una pace interiore.
[Articolo originale "Streit um Spike-Lee-Film" di Henning Kluever]





















‘Questo ha fatto sì che questo paese si sia confrontato solo molto tardi con i nodi degli anni del fascismo tra il 1922 ed il 1945′
e chi ci ha mai fatto i conti?
ecco qui un documentario che la RAI ha comprato ma mai messo in onda.. ‘italiani brava gente’, e nascondiamo la testa sotto la sabbia!
http://temi.repubblica.it/micromega-online/fascist-legacy-uneredita-scomoda
emigrare!