[The Economist]
La Sicilia giocherà nuovamente un ruolo decisivo nelle elezioni italiane
Un uomo dalle grandi ricchezze e dalle tante parole, Silvio Berlusconi sta provando ad adescare i 4 milioni di elettori Siciliani verso il suo partito di destra. La sua speranza di riconquistare il potere alle prossime elezioni italiane, il 13 e 14 Aprile, dipende dall’ottenere una grande vittoria sull’isola, dove la sua coalizione ha fatto piazza pulita di seggi nel 2001 (il bilancio è cambiato nel 2006).
L’Unione di centro e i Cristiani democratici (UDC), precedentemente alleati del Sig. Berlusconi che sono forti in Sicilia, si stanno muovendo adesso indipendentemente dalla sua coalizione. La sinistra radicale si sta anche candidando separatamente dal partito Democratico di centro sinistra, guidato da Walter Veltroni. Queste decisioni, unitamente a un sistema elettorale sconcertante, potrebbe lasciare il Sig. Berlusconi vulnerabile nella camera del Senato anche se dovesse vincere alla camera dei Deputati.
Il governo di centro sinistra di Romano Prodi è caduto proprio in seguito alla perdita della maggioranza al Senato.
La logica spiega gli sforzi del Sig. Berlusconi di voler vincere i voti Siciliani. Le sue promesse includono leggi che spingano l’industria del turismo e della ristorazione, un piano strategico per ripulire le industrie chimiche, tagli speciali sulle tasse, una nuova banca per il sud, la creazione di porti liberi e un piano decennale di grandi opere infrastrutturali. Si è inoltre impegnato a costruire il ponte sullo stretto di Messina. Questo ponte, che fu rifiutato dal governo del Sig. Prodi perché i suoi benefici non giustificavano i costi sproporzionati, è stato anche sostenuto dall’UDC.
Dopo che il governo Prodi si era schierato contro la realizzazione del ponte, Luigi Croce, il capo procuratore di Messina, ha dichiarato che ” il ponte sarebbe una via per Cosa Nostra in Sicilia e la Ndrangheta in Calabria per arricchirsi”. Un rapporto steso dall’autorità nazionale anti-mafia nel 2001 aveva dichiarato che era piu’ che immaginabile che il ponte avrebbe portato alla Mafia un grande business. Tutto questo rende la promessa del Sig. Berlusconi la benvenuta per il crimine organizzato.
Inoltre, tra i candidati del suo partito per il Senato c’è Marcello Dell’Utri, condannato nel 2004 a nove anni di carcere per complicità con la Mafia. Il Sig. Dell’Utri, un socio di lunga data di Berlusconi sta ricorrendo in appello contro questa sentenza. Lui non è il solo candidato ad avere problemi con la legge. Salvatore Cuffaro, il presidente della regione Sicilia, è stato condannato in gennaio a 5 anni per avere appoggiato e favoreggiato mafiosi (anche Cuffaro sta ricorrendo in appello). Tuttavia Cuffaro capeggia la lista dell’UDC per il Senato in Sicilia.
La qualità dei candidati poco importa, tanto gli elettori scelgono tra le liste dei vari partiti. Quindi, cosa li influenzerà? Se la pubblicità conta, allora il Sig. Berlusconi, di cui i poster affollano Palermo, vincerà. Alcuni elettori ancora credono nelle promesse elettorali. Se il Sig. Berlusconi vince, lui potrebbe mandare avanti velocemente il progetto del ponte. “Costituirebbe un monumento irrimovibile del suo periodo di potere”, dice Pietro Busetta, capo della Fondazione Curella, un gruppo di esperti di Palermo.




















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Ed ora ce lo darà sto ponte!
sarebbe anche ora…