“Attento, scateneremo un inferno”. Le minacce dei tassisti in sciopero al Primo Ministro italiano Mario Monti danno l'idea della sfida che deve affrontare il suo governo tecnico.

L’Italia liberalizza tutto: è l’ultimo espediente per dare una scossa all’economia

El Economista

“Attento, scateneremo un inferno”. Le minacce dei tassisti in sciopero al Primo Ministro italiano Mario Monti danno l’idea della sfida che deve affrontare il suo governo tecnico.

Contro le liberalizzazioni che l’esecutivo ha approvato non ci sono solo conducenti di taxi ma anche benzinai, camionisti, farmacisti, commercianti e avvocati: tutti si preparano a protestare contro la liberalizzazione totale che l’ex commissario europeo per la concorrenza ha preparato per dare una scossa all’economia.

Dopo un consiglio dei Ministri maratona durato circa otto ore, Monti è comparso in conferenza stampa per informare i giornalisti sul contenuto delle misure approvate nella cosiddetta “fase due” del suo governo, dopo il piano di austerità di più di 30.000 milioni di euro varato a dicembre.

Il decreto “Cresce-Italia” – come Monti ha voluto chiamarlo – è un insieme di misure pensato per porre fine ad un ampio numero di privilegi che, uniti alle deformazioni e alle trappole burocratiche, rallentano l’economia italiana.

L’elenco delle prebende esclusive delle corporazioni italiane è molto lungo e va dai privilegi di deputati e senatori (che nonostante gli stipendi più alti d’Europa viaggiano gratis in aereo, treno e autostrada) allo smisurato potere contrattuale dei tassisti, che da anni si oppongono all’assegnazione di nuove licenze.

Monti al riguardo ha poche alternative: con i tassi di interesse che non calano, Roma quest’anno si prepara ad entrare in recessione; un tunnel, ha avvisato la Banca Centrale italiana, che non avrà via d’uscita nemmeno nel 2013 a meno che non si riduca lo spread dei buoni del Tesoro.

Dopo il piano di risanamento di 30.000 milioni di euro approvato a dicembre, il professore per far quadrare i conti deve ricorrere ai due giacimenti nascosti della ricchezza del Paese: l’evasione fiscale e i privilegi di molte categorie professionali. Problemi spesso intrecciati dato che tra le pieghe dei benefici si nascondono molti evasori.

La lotta contro la frode fiscale era già cominciata alla fine del 2011 con un blitz nella lussuosa località di turismo invernale Cortina d’Ampezzo: la Guardia di Finanza ha trovato vari proprietari di Ferrari con redditi inferiori ai 30.000 euro e, con i controlli alla porta, negozi e ristoranti in un giorno hanno incrementato il fatturato del 400 percento.

Un segnale ulteriore…

Ora il Governo passa alla “fase due”: Monti ha spiegato che le misure sono “equilibrate e pragmatiche, ma non timide” e toccano praticamente tutti i settori perché “un sistema di libera concorrenza economica è più giusto”. Difatti il primo ministro (ex commissario europeo famoso per avere sfidato la Microsoft con una mega multa) ha deciso di dare un segnale alle corporazioni.

Così dopo un primo passo falso con il risanamento di dicembre (quando alcune liberalizzazioni vennero eliminate nel Parlamento italiano) ora torna alla carica con un decreto, una misura d’urgenza che non lascia spazio a interventi partitici.

L’obiettivo del professore è “far saltare i colli di bottiglia che fanno dell’Italia un Paese più lento degli altri” Stati dell’Unione Europea, e più burocratico. E avvisa: “Questo è solo l’inizio”.

Libertà nei trasporti

Le novità sono molte e modificano le abitudini quotidiane degli italiani.

La maggior parte dei settori sono molto chiusi alla concorrenza e mantengono vecchie resistenze grazie all’appoggio dei gruppi parlamentari. Per esempio i tassisti, la cui maggioranza vota a destra, formano una lobby che si è finora considerata invincibile.

Un’indagine della Banca d’Italia realizzata in 66 città mostra che le licenze pubbliche sono state concesse “gratuitamente ai privati”, lasciandoli liberi di rivenderle “ad un valore rilevante”: infatti una licenza di taxi costa attualmente più di 100.000 euro.

La ricetta seguita dal governo italiano per liberalizzare i taxi è quella di duplicare le licenze dandone allo stesso tempo ad ogni tassista una in omaggio per risarcirlo.

La liberalizzazione dei trasporti colpirà senza dubbio anche le grandi imprese, a partire da quelle pubbliche come le Ferrovie dello Stato.

Il decreto prevede lo scorporo della rete ferroviaria dal gruppo, cui rimarrebbe solo la gestione del servizio. Una misura necessaria per incentivare la concorrenza dei privati.

Sul piede di guerra contro il decreto si schierano anche le società concessionarie delle autostrade: il governo vuole modificare i contratti in vigore per far crescere le tariffe a carico dei gestori, subordinandole al controllo di una nuova agenzia indipendente.

Servizi pubblici

Questa nuova Authority per le reti si occuperà inoltre di promuovere e gestire la separazione tra i gruppi e le reti di distribuzione anche nel settore energetico.
Monti intende promuovere la separazione di Snam Rete Gas dal suo principale azionista: il gigante pubblico degli idrocarburi Eni.
Allo stesso tempo nel settore energetico i benzinai saranno liberi di comprare all’ingrosso fino a metà del loro carburante, a prescindere dal marchio che compare sulle installazioni.

L’esecutivo italiano vuole intervenire anche nel settore dei servizi pubblici locali.

Alla vigilia di una privatizzazione delle compagnie che appartengono ai governi regionali e comunali (processo che apporterà risorse preziose alle casse vuote degli enti locali), l’Esecutivo nazionale cerca il consolidamento del settore attraverso nuove norme che obbligano alla creazione di gruppi di maggiori dimensioni per i servizi di elettricità, gas e raccolta dei rifiuti.

Categorie professionali

Un altro nervo scoperto è la riforma delle categorie professionali, che in Italia formano una potente classe che gode di ampia rappresentanza in Parlamento.

L’Esecutivo in questo momento sta studiando anche l’abolizione delle tariffe minime fissate per le diverse associazioni di avvocati, architetti, medici… In questo modo, in pratica, com’è già abitudine in altri Paesi, sarà il professionista a dover pattuire la propria retribuzione con il cliente, senza orientarsi in base alla tabella stabilita finora per le categorie professionali.

L’obiettivo di Monti è quello di facilitare l’accesso al lavoro dei giovani professionisti, aumentando la competizione e riducendo i costi dei servizi per il cittadino.

Un’altra misura vuole facilitare la creazione di imprese nel settore commerciale.

Aprire un negozio in Italia è un lungo processo di passi burocratici, che ora verranno sostituiti da un’autocertificazione.

Libertà anche per la vendita di alcuni prodotti che erano finora limitati dalla legge: nonostante le proteste di edicolanti e farmacisti, sarà più facile comprare giornali e medicinali nei supermercati mentre verranno aboliti limiti all’ orario d’apertura per i negozi.

Il Governo Monti vuole inoltre eliminare i limiti imposti ai periodi di saldi. Si tratta di misure cui si oppongono le associazioni di piccoli commercianti, i quali sono preoccupati per la concorrenza della grande distribuzione.

[Articolo originale "Italia lo liberaliza todo, como último recurso para sacudir la economía" di Giovanni Veggezzi]

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Traduzione di:
Sara Vinci Sara Vinci
Appassionata di lingue, viaggi e cultura della rete, voglio dare il mio contributo alla circolazione di informazioni straniere
Revisione di:
Silvia De CagnaAmina Iacuzio