La sinistra italiana si riduce ad una opposizione mediocre

[La Razón Digital]

Le intenzioni di voto a favore di Veltroni perdono quattro punti nei sondaggi

Roma – Esattamente un anno fa, Walter Veltroni si presentava al mondo come l’uomo capace di risvegliare l’Italia dal torpore nel quale era caduta da dieci anni. Dodici mesi dopo la schiacciante vittoria nelle elezioni primarie del Partito Democratico (PD), Veltroni non è altro che un politico grigio, incapace di dar fastidio al Governo di Silvio Berlusconi e con una inappetenza tale che nel suo stesso schieramento sono molti quelli che criticano la sua leadership. Sono passati sei mesi da quando il Cavaliere lo ha superato ampiamente nelle elezioni politiche, Veltroni tuttavia non si è ripreso dalla sconfitta: continua a lamentarsi del suo insuccesso e sembra scordare di essere il leader dell’opposizione.

Più nessuno ricorda i suoi anni dorati al municipio di Roma, o la sua autocomparazione con Barack Obama, o il suo slogan durante la campagna elettorale («Si può fare»). Il Veltroni che vendeva illusioni e prometteva di rinnovare l’Italia unendo il centrosinistra è sparito. La carenza di mordente nel criticare Berlusconi ha provocato il collasso del PD nelle intenzioni di voto, che ha perso almeno quattro punti, secondo alcune inchieste, rispetto al 33,7% che ottenne alle elezioni di Aprile.

La scalata di Berlusconi

Il governo, tuttavia, ogni giorno conta più consensi. Nonostante la crescita negativa dell’economia, la forte contrazione della spesa pubblica e la mancata riduzione, delle imposte, il Cavaliere ha aumentato la sua popolarità, che ha raggiunto il 60%. Il suo partito cresce altrettanto bene ed è approvato dal 55% degli Italiani, 18 punti in più rispetto alle elezioni.
Oltre al Governo, il principale beneficiario della blanda opposizione di Veltroni è Antonio Di Pietro, ex magistrato anticorruzione e Leader dell’Italia dei Valori (IDV). Di Pietro è l’unico che denuncia con chiarezza gli eccessi di Berlusconi, come la sua opera di ostacolamento alla Giustizia. Veltroni, in cambio, spende le sue energia in inutili discussioni sui mass media contro il Presidente del Consiglio e nel lancio della sua ultima trovata, una televisione di partito.

[Articolo originale "La izquierda italiana se hunde en una oposición mediocre" di Darío Menor]

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8 commenti per La sinistra italiana si riduce ad una opposizione mediocre

  • andrea

    Finalmente qualcuno che dice le cose come stanno, l’unica nota stonata è che il giornale non sia italiano.

  • Marco

    Oggi la Razòn pone il vantaggio di Obama su MacCain a 14 punti.
    Ieri sera I TG nazionali lo davano al + 6%. Se i ns. media devono dare le notizie in questo modo, meglio non darle.
    Ottimo pungolo.

  • Andrea

    Scusate l’Off Topic che però lo è solo in parte: in questi giorni si mercanteggia tra opposizione e governo per ricostituire il plenum della consulta e della commissione di vigilanza Rai.
    A me che la maggioranza consideri le cose allo stesso livello fa venire i brividi, ma che anche l’opposizione si presti al gioco fa anche più schifo.
    Almeno han trovato la forza di dire no a Pecorella.
    Vedremo per quanto.

  • Enrico

    La candidatura di Pecorella era impresentabile, se il PD lo avesse davvero sostenuto si sarebbe giocato una volta per tutte il mio sostegno….

  • italo cilli

    L’unico commento possibile è il seguente: come mai solo Veltroni ed i suoi più stretti sodali non vedono ciò che è sotto gli occhi di qualsiasi osservatore e cioè che il PD o si sveglia dal coma elettorale o finirà in definitivo letargo, per incapacità, ignavia, insipienza, miopia dei suoi dirigenti. Quale futuro per un partito che non nemmeno un presente? Lo vedono anche dall’estero!

  • augusto

    Ok la sinistra ha sbagliato in questi anni soprattutto nell’insistere nei rifondaroli,comunisti italiani e altri ‘estremisti’,tutto questo per il timore di perdere elettorato.
    Bene, con la scelta di correre da soli il dazio da pagare diciamo era d’obbligo,per questo non mi sento di criticare più di tanto un neonato Partito Democratico.
    Quest’ultimo deve imparare a camminare in fretta e di non aver paura di esprimere ciò che ad esempio non può far piacere ai benpensanti,avere il coraggio di trasformare il detto al fatto per costruire uno stato moderno,laico e alternativo ai vecchi schemi dei conservatori di destra.
    E con lui dovrà crescere nel tempo anche l’elettorato giovane.

    Gli USA stanno facendo un grande passo con Obama,quando saremo pronti anche noi…….

  • daniele

    Sarebbe bello se in effetti questo appannamento del PD fosse solo una fase di transizione….
    In realtà, a mio parere, sembra che la debolezza fin qui espressa da leader e comprimari dell’opposizione sia fisiologica al PD stesso, che era e rimane un accorpamento eterogeneo tra laici, post-socialisti e, dall’altra parte, ‘teo-con’ (che orrore sto termine!!)-focolarini-cattolici-osservanti, ne più ne meno di qaunto era cartello elettorale l’ulivo con dentro da Bertinotti e Mastella…

    Insomma, sempre a mio parere, non è che Veltroni si sia rimbambito tutto insieme (certo, l’appoggio Pecorella rimane veramente una posizione oscura….) e non sia più in grado di proporre idee degne di una politica progressista distinguendosi dalla gestione conservatrice, privatistica e reazionaria quale quella dell’attuale governo; semplicemente, è ingessato da tensioni e profondi disaccordi interni che, probabilmente, se forzati porterebbero all’implosione ed ad una nuova scissione negli originari DS e Margherita….ed allora si che sarebbe un disastro dal punto di vista dell’immagine ed un chiaro suicidio politico.

  • IO

    Ho il forte sospetto che si sia ricaduti nell”AntiBerlusconismo’ e niente di più, a sinistra.

    E’ pur vero che c’è poco da fare per l’opposizione quando il governo legifera a suon di decreti e voti di fiducia: con un Parlamento del tutto svuotato delle sue prerogative, come mi sembra di aver capito pensi anche il Presidente della Camera Fini, che cosa mai può fare un’Opposizione?

    Mi aspettavo dalla manifestazione del 25 ottobre qualcosa di più di un semplice slogan ‘L’Italia è migliore di chi la governa’. Le mie speranze sono state disattese. In questi giorni il PD prepara le primarie per i propri rappresentati regionali e nazionali della sezione Giovani. A questo punto, di ripiego, spero che almeno i miei coetanei sappiano eleggere un loro candidato che sappia dar voce ai problemi della nostra generazione. Dicevano che volevano un partito di giovani per i giovani, almeno da queste parti, in campagna elettorale. Vediamo se dai giovani sapranno cogliere segnali e interpretarli correttamente, concretamente.

    Forse è solo una mera, fragile speranza, ma da qualche parte dovranno pur iniziare a darsi una svegliata, prima che l’Italia finisca con l’avere un unico grande partito, il PdL, e nulla di nulla che possa garantire una politica dell’alternanza.

    Si sveglieranno i nostri eroi? Lo scopriremo nel corso delle puntate dei prossimi 5 anni.

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