Italia: Berlusconi cerca di salvare i risparmi

[La Nacion]

ROMA – Anche se il “sistema bancario italiano è solido” e l’Italia si trova in una “situazione differente”, il governo di centrodestra di Silvio Berlusconi ha approvato ieri d’urgenza un decreto legge con misure per affrontare i colpi di coda dello tsunami finanziario internazionale.

Dopo un consiglio dei ministri straordinario e alla fine di un’altra giornata catastrofica per la Borsa di Milano (-5,72%), è stato lo stesso Berlusconi che, in una conferenza stampa nella quale ha usato tutto il suo carisma per trasmettere fiducia, ha presentato ai giornalisti il cosidetto “piano salva risparmi” per garantire la stabilità delle banche e dei risparmiatori.

Il piano prevede che al fondo di garanzia di 103.000 euro esistente attualmente in Italia per i depositi dei conti correnti, che è il più alto d’Europa e che è un fondo privato formato dalle banche stesse, si sommi la garanzia pubblica, ovvero il denaro dello Stato. A differenza di quanto fatto da altri paesi europei, il decreto italiano non prevede la nazionalizzazione delle banche sull’orlo del fallimento, ma solo aiuto finanziario da parte del governo.

“Se manca capitale in una banca lo mette il governo, ma non in una logica di nazionalizzazione, bensì di appoggio. La gestione della banca rimane privata”, ha spiegato nei dettagli il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che ha insistito che il decreto “non serve” perchè il sistema bancario italiano “è sufficientemente patrimonializzato e sufficientemente fornito di liquidità”.

“Non permetteremo che nessuna banca fallisca. Se dietro una banca c’è lo Stato, la banca non fallisce. Abbiamo fatto un decreto legge che pensiamo non sarà necessario applicare perchè le banche si salvano da sole. Il vero obiettivo è che le banche siano così forti e dotate di fondi con liquidità da continuare a rifornire di questa l’economia”, ha spiegato.

Berlusconi ha detto la stessa cosa, ma in modo più diretto. “Nessuna banca italiana fallirà, nessun risparmiatore corre rischi e nessuno perderà un solo euro”. Per tranquillizzare l’opinione pubblica di volta in volta più preoccupata il Cavaliere ha insistito nel differenziare l’Italia dal resto del mondo grazie alla “solidità” del suo sistema bancario. “Noi non ci troviamo nella situzione di altri paesi. La crisi si è sviluppata negli Stati Uniti e soprattutto nei paesi del Nord Europa che erano pieni di prodotti americani tossici”, ha assicurato il premier, utilizzando un linguaggio chiaro, diretto e comprensibile. “Gli italiani devono stare sereni”, ha aggiunto fiducioso, e ha invitato a non ritirare il danaro dalle banche: “Non credo che il materasso sia una cassaforte migliore del sistema bancario italiano”.

Cruda realtà

L’”ottimismo” espresso dal governo si è scontrato con le previsoni del Fondo Monetario Internazionale (FMI), che proprio ieri ha creato un grande allarme indicando che la cruda realtà è che, secondo i suoi calcoli, l’Italia è praticamente in recessione, con una crescita negativa per due anni consecutivi: -0,1% nel 2008 e -0,2% nel 2009. “L’Italia sarà colpita dalla contrazione delle condizioni di credito e le banche italiane non sfuggiranno alla crisi in atto”, ha scritto Jorg Decressin, del dipartimento di ricerca dell’FMI, in una relazione che ha dipinto un quadro più che nero dell’economia italiana.

La crisi della quale soffre il paese, infatti, è venuta molto prima del collasso finanziario nordamericano e si trascina da anni, dovuta a un debito pubblico gigantesco e problemi strutturali mai risolti. La gente vive la crisi con grande preoccupazione perchè le difficoltà ad arrivare a fine mese sono ogni volta maggiori, ciò è dovuto a un notevole aumento del costo della vita. Per dare un’idea, il prezzo del pane è aumentato del 13,2% nei primi sei mesi dell’anno, e quello della pasta del 30%. Non sorprende perciò che giornali, riviste e radio diano le loro ricette per “resistere al disastro”. E ci sono consigli di tutti i tipi: per risparmiare sulla bolletta dell’acqua, per esempio, si raccomanda di lasciare la vasca e passare alla doccia: una famiglia di quattro persone può risparmiare fino a 120 metri cubi d’acqua all’anno.

[Articolo originale "Italia: Berlusconi intenta salvar los depósitos" di Elisabetta Piqué]

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