Dall’inizio della crisi dell’Euro Angela Merkel tenta un numero di funambolismo delicato.

Numero di funambolismo delicato

Die Welt

Dall’inizio della crisi dell’Euro Angela Merkel tenta un numero di funambolismo delicato. Quando necessario, la canceliera tedesca concede il suo accordo agli aiuti indispensabili per evitare la caduta dei paesi in difficoltà. Pero, dà il meno possibile, per mantenera la pressione di riforma sui governi riceventi.

Tanti criticano questo atteggiamento, e non hanno tutti i torti quando affermano che attraverso le sue esitazioni, la Merkel avrebbe prolungato la crisi, aumentando alla fin fine i costi del salvataggio. Ad’esempio, l’anziano presidente della Commissione Europea Romano Prodi commenta sulla canceliera: “Ha fatto errori. Le sue decisioni erano tardive e insufficienti.” Però, l’anziano Premier tace diplomaticamente sul fatto seguente: Senza la grettezza della cancelliera, staremmo ancora a guardare il balletto sul vulcano di Berlusconi. Lo illustrano gli avvenimenti dell’estate scorsa. Quando il panico dei mercati raggiunse l’Italia, Berlusconi annunciò un pacchetto di riforme coraggioso. Rassicurata, la Banca Centrale Europea (BCE) si mise a comprare obbligazioni italiane, per alleviare la pressione sull’Italia. E prontamente, dal pacchetto di Berlusconi sparivano le riforme più incisive.

Si legge spesso, che i mercati avrebbero perso la fiducia in alcuni dei governi europei. Molto più grave incece è la perdita di fiducia tra i governi europei stessi. I paesi donatori hanno smesso di credere alle promesse di Atene e Roma. E’ per questa ragione che la cancelliera non può fare altro che dettare condizioni assolutamente impermeabili o utilizare la leva dei mercati. E se questo ha esteso l’agonia non è la colpa di Berlino, ma dei paesi in crisi e della cattiva amministrazione da parte delle loro classi politiche. Il nuovo Premier italiano Mario Monti ha ora proposto un pacchetto di riforme coraggioso. Ma bisognera vedere cosa ne lascieranno la burocrazia, la politica e i sindacati.

E così, le nuove proposte franco-tedesche di cambiamento alle convenzioni europee sono un ulteriore passo di equilibrismo sulla fune dell’Euro. Se è comunque inevitabile di avvicinare fiscalmente i vari paesi, i paesi datori dovrebbero almeno ricevere delle garanzie che impediscano che i paesi problematici tornino alle loro politiche irresponsabili. Per questo le clausole delle convenzioni sono importanti. Merkel e Sarkozy hanno svelato poco sui loro contenuti, poiché i dettagli devono prima essere negoziati con i partner europei. In ogni caso è certo che la fiducia in Europa potrà essere ripristinata solamente se le convenzioni conterranno meccanismi di sanzione che non possono essere facilmente disabilitate per opportunità politica.

[Articolo originale "Delikater Balanceakt" di Clemens Wergin]

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Traduzione di:
Elia Colombo Elia Colombo
Ricercatore EPFL sull’aerodinamica nei propulsori. Vuole promuovere l’obiettività dell’informazione per sradicare la manipolazione
Revisione di:
Mirko Bischofberger