I banchieri temono una presa di potere da parte di Berlusconi

[Frankfurter Allgemeine Zeitung]

Cosa succede alle banche italiane? La risposta potrebbe trovarsi nelle mani di Berlusconi

A Milano, nella piazza affari italiana, si diffonde paura per la possibilità che il governo italiano guidato da Silvio Berlusconi tragga profitto della crisi bancaria internazionale per mettere sotto controllo dello Stato i più importanti istituti di credito italiani.

Mercoledì avrebbe avuto luogo una riunione eccezionale tra il ministro del tesoro Giulio Tremonti, il governatore della banca d’Italia e principale supervisore bancario Mario Draghi ed il presidente della banca speciale milanese Mediobanca, Cesare Geronzi. Mercoledì sera è stata convocata una seduta eccezionale del Parlamento sul tema della crisi bancaria.

Finora le Banche italiane reggono

Proprio in Italia finora il sistema bancario si è mostrato eccezionalmente stabile durante la crisi. Ancora nessuna banca ha dovuto essere salvata da una situazione di malessere; anche il rifornimento di liquidità delle banche continua a funzionare. Per tutto ciò ci sono varie ragioni: da un lato, le banche italiane in passato sono state poco tentate di cercare d’incrementare i loro guadagni tramite investimenti speculativi negli Stati Uniti, poiché grazie alle imposte elevate ai clienti privati, il vasto business bancario produce ancora rendite molto attrattive.

Inoltre, dato che il sistema giudiziario italiano funziona a fatica, non c’è mai stata la tentazione di prestare grosse ipoteche a clienti con liquidità ridotta. Infine, l’attuale scarsa situazione dei fondi d’investimento sta salvando il rifornimento di liquidità delle banche italiane. Dato che durante gli ultimi due anni molti clienti hanno venduto le proprie quote di fondi d’investimento, i loro conti correnti - i cui interessi sono generati in Italia - sono ben riempiti e, combinati agli interventi della Banca d’Italia, aiutano gli istituti bancari a superare la crisi.

Speculazioni sfrenate sui problemi di Unicredit

Malgrado tutto ciò, la tentazione è grande per il governo, che potrebbe usare la crisi come pretesto per togliere il potere a banche scomode e rimettere il sistema bancario sotto controllo dello Stato. Il bersaglio numero uno in questo caso è il capo del gruppo Unicredit, Alessandro Profumo. Profumo in passato aveva messo in evidenza il suo orientamento politico verso il centro-sinistra, ed aveva partecipato pubblicamente alle primarie per il leader e candidato presidenziale del Partito Democratico, costretto poi, dopo la vittoria di Berlusconi, a dedicarsi all’opposizione. Nella sua attività di banchiere però, Profumo si era sempre impegnato, per quanto possibile, a matenere il distacco dalla politica. Anche rispetto al governo di centro-sinistra di Romano Prodi, Profumo non ha fatto concessioni, ad esempio quando si cercavano sostenitori per la privatizzazione di Alitalia. Ma un banchiere, il cui istituto è riuscito a crescere sino a diventare il più grande d’Europa, e che sfugge ad ogni influenza politica, in Italia deve temere continuamente incidenti politici.

Già durante la scorsa settimana, Profumo e Unicredit sono diventati bersaglio di voci e speculazioni in merito alla svalutazione dei titoli. Già allora si sono diffuse voci, secondo cui a causa del minimo storico del valore delle azioni di Unicredit, Profumo si sarebbe presto dimesso, cosa che ha contributo ad accelerare il trend negativo delle azioni Unicredit nei due giorni successivi . Nel frattempo però il valore delle azioni si era già ampiamente ripreso, e le speculazioni su problemi interni ad Unicredit si sono rivelate false. I vertici di Unicredit, reagendo all’ondata di speculazioni, hanno dimostrato la propria capacità di agire e durante il fine settimana hanno deciso un aumento di capitale ed altre misure di risparmio.

Indirettamente, il governo potrebbe licenziare gli attuali manager bancari

Questi fatti però non hanno sconcertato il governo. Secondo ad’informazioni provenienti dal settore bancario, proprio la banca meglio capitalizzata dovrebbe diventare il bersaglio di un “azione di salvataggio”, che dal punto di vista bancario non sarebbe affatto necessaria. Molto presto l’Unicredit seguirebbe il destino della seconda banca italiana, Banca Intesa Sanpaolo, il cui presidente è vicino al precendete premier Romano Prodi.

Dal punto di vista tecnico, si teme che il governo italiano sfrutti la crisi per prescrivere alle banche alte quote di patrimonio di base come capitalizzazione minima, cioé intorno al 7-8 %. Di conseguenza, gli istituti che non potranno dimostrare di avere a disposizione un tale livello di capitale, cioé praticamente tutti gli istituiti italiani, dovranno accettare un innalzamento di capitale da parte dello stato, che avrebbe così anche il potere di licenzare tutti gli attuali manager bancari. Così il governo Berlusconi avrebbe modo di comandare anche il secondo istituto più importante tedesco, la Hypo-Vereinsbank, una società controllata da Unicredit. E già nel 2005, in seguito all’acquisizione, si era osservato quanto i vertici di Milano seguissero strategie economiche orientate sopratutto ad’interessi privati.

[Articolo originale "Banker fürchten Machtübernahme Berlusconis" di Tobias Piller]

Condividi : Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
  • email
  • Google Bookmarks
  • Facebook
  • MySpace
  • Live-MSN
  • OKnotizie
  • YahooMyWeb
  • StumbleUpon
  • Blogosphere News
  • Webnews
  • eKudos
  • LinkedIn
  • Technorati
  • TwitThis
  • BarraPunto
  • Digg
  • Pownce
  • Wikio IT
  • Wikio

10 commenti per I banchieri temono una presa di potere da parte di Berlusconi

  • Antonio Macchi

    I governi dipendono ancora dalle banche.

    Appena spenderemo per una cena 200mila euro (com’era con le lire) sapremo che non e’ piu’ cosi’.

  • diciamola

    Beh, devo dire che la cosa, che era ovvia gia’ prima, mi da soddisfazione. Giu’ nel baratro, cari concittadini. L’avete chiesto, e ora vi tocca.

  • Non ho commenti da fare per il momento. Ho scoperto solo ora il vs sito e l’ho memorizzato tra i preferiti. mi sarà certamente di utile consultazione. grazie e saluti.
    claudio monteduro
    taranto
    tel. 0997715000
    3463621656

  • Enrico

    Chissà perchè i banchieri temono Berlusconi…?
    Che avrà mai fatto, a parte dichiarare l’imminente chiusura delle borse, invitando i cittadini di acquistare le azioni delle aziende a lui collegate…..?

    (Claudio, scrivere il proprio numero di telefono on-line non è molto sicuro… >_<)

  • Marco

    Caro Diciamola, guarda che se finiamo nella merda ci finisci anche tu. O pensi di potere stare, tronfio delle tue (e forse anche nostre) ragioni, alla finestra a guardare il circo che passa? Non trovi il tuo atteggiamento quanto meno controproducente ? Mi sembri Gigetto Cazzetto, che si bruciava la casa per rivendersi contento la cenere.
    Saluti

  • Il modello Berlusconi è qualcosa di straordinario, unico nel suo genere. Usare fondi pubblici per conseguire risultati privati: questa è la massima che guida ogni sua azione, anche quest’ultima. Qual miglior premio, infatti, della sua (strana) vittoria politica che assumere il controllo del sistema bancario, diventando ‘ padrino di se stesso’ anche in questo settore ?

  • diciamola

    No, caro Marchetto Gigetto, io non verro’ travolto mica, io rimarro’ qui a guardare beato voi, cari concittadini, mentre venite sommersi dalla merda.
    Prodi, amico dei banchieri, vi faceva schifo, no? Mo’ pagate, che’ le banche se le piglia B. e di merda ne mangerete assai. E vediamo chi resistera’ alla piena.

    *********************

    Ai moderatori, per piacere rimuovete dal messaggio di claudio monteduro i suoi numeri di telefono o almeno contattatelo in privato e spiegategli che non e’ saggio lasciare i suoi dati personali li’, spiegategli che vanno tolti.

  • Marco

    @Diciamola: Personalmente penso che è meglio darsi da fare in prima persona e tentare di cambiare l’andazzo con tutti i mezzi a ns. disposizione, piuttosto che fare del snobbismo spicciolo. Solo così si acquisisce il diritto di critica.
    Che poi gli Italiano siano capaci di ‘reagire’ solo quando hanno sfondato il culo del barile, questa è storia vecchia. Ma tant’è.
    NB: Gigetto cazzetto è il personaggio del proverbio e non era inteso come epiteto nei tuoi confronti.

  • diciamola

    Il problema non e’ ‘darsi da fare’, ma ‘darsi da fare per fare cosa’.

    Io appoggio, per quello che posso, il Partito Democratico. Appoggio, per quello che posso e finche’ non si trovi una soluzione piu’ degna, Veltroni. Osteggio, per quello che posso, l’area protestaria: rifondazione comunista, comunisti italiani, comunisti per il bene comune, comunisti per i lavoratori, comunisti critici, disubbidienti, girotondini, grillini, dipietristi e sadomasochisti vari. E li osteggio perche’ non ambiscono al governo ma solo a fare cagnara, e se anche ambissero al governo sarebbero del tutto inadeguati e dannosi. Inoltre osteggio, per quello che posso e per quello che vale, Forza Nuova e gli altri partiti esplicitamente fascisti/neofascisti/nazifascisti et similia. Esprimo la mia solidarieta’ a giornalisti come Travaglio e Saviano, ma solo come giornalisti, non come politici: i fatti vanno conosciuti ed e’ il loro lavoro documentarli e narrarli, ma non e’ detto che sia realistico ambire a cambiare le cose (forse non si puo’ o forse non si puo’ come si vorrebbe). Mi dispiace, per quello che vale, che B. e il suo clan siano andati al potere: pensare di defenestrarli, adesso, mi pare troppo tardi e sicuramente i loro amichetti piu’ cari sono proprio gli appartenenti all’area protestataria descritta sopra, per cui non saranno di certo loro a farlo. Tuttalpiu’ possono proporre agli eroici ribelli - come ha fatto grillo - di comprare le azioni mediaset, per fare un dispetto a B., eh?, mica per fargli un favore - ma era solo una battuta per ridere, lui e’ un comico, no? Allora ridete.

    Che altro posso fare, io che non mi occupo di politica attiva? Posso parlare, esprimere le mie opinioni, leggere le notizie sui giornali e sui siti internet che ritengo piu’ informativi (e questo e’ l’unico motivo per cui frequento questo sito). Molto altro, io, non posso fare ne’ lo voglio: alla fine della fiera l’Italia non mi riguarda piu’ granche’, sono quasi un ex-italiano, alla fine fate un po’ quello che cazzo vi pare. Eppero’ poi lo pagate voi. Eppero’, quando pagate, una ricca risata fatemela fare.

  • Giorgio Ubaldi

    Sono ormai sconfortato… ma del resto credo ancora abbastanza nella democrazia, il problema è che tanti italiani sono proprio fessi… e credono a milioni di posti d lavoro etc. etc. quindi se ora abbiamo B. è perchè ce lo siamo voluto !!! il problema non è lui, ma gli italiani !!! se venisse pulcinella e ci dicesse ‘io risanero’ l’alitalia’ molti italiani gli darebbero il voto….
    Tuttavia anche la sinistra ne fa di errori !!!
    secondo me la malattia della sinistra si chiama ‘eccesso di democrazia’ chiunque si alza dice la sua e poi si stacca e si fa il proprio partitino con il 0,5 o il 1,2 % e anche li gli Tagliani votano le frange e frangette e sperperano il bene primario, l’unione della sinistra…
    ce lo siamo voluti tutti…
    comunque continuero’ a votare a sx cioe’ a veltroni, ma avrei preferito Fassino o Dalema (purtroppo)

Lascia un commento

 

 

 

Puoi usare questi tag HTML

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>