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Ora sembra che per salvare l’euro bisognerà prima di tutto trovare un modo decoroso per far uscire di scena Berlusconi, suggerisce lo storico Thomas von der Dunk.
Il contrasto tra i primi due titoli che ieri sono apparsi sullo schermo del mio PC nella versione elettronica dell’NRC, forse esprime bene l’essenza del problema europeo: “Il Bundestag ha trovato un accordo per rafforzare il fondo europeo di emergenza” e “Parlamentari italiani si prendono a pugni nel corso di un dibattito’.
Darsele di santa ragione
Il termine ‘parlamento’ deriva dalla parola francese ‘parler’, ‘parlare’, non dalla parola francese ‘picchiare’, come a quanto pare si crede a Roma, dove ancora una volta se le sono date di santa ragione, cosa che non c’entra affatto con nessuna parola francese.
Per l’ennesima volta, la Germania ‘si assume le proprie responsabilità’ per bocca di Angela Merkel, mentre l’Italia, per bocca di Berlusconi, sembra quasi non conoscere il concetto: è questa l’essenza della spaccatura che continua a strappare l’Europa a metà. Siamo nella stessa barca, ma mentre l’una cerca disperatamente di impedire il naufragio, l’altro sembra non rendersi conto di essere in gran parte responsabile per l’allargarsi della falla nel corso degli ultimi anni.
Diciamocelo chiaro e tondo: l’introduzione dell’euro è stata precipitosa e avventata perché non è stata accompagnata da necessarie e stringenti misure che avrebbero dovuto limitare il rischio di un deragliamento.
Successori deboli
La colpa è della generazione dei cosiddetti ‘giganti’ come Kohl e Delors, che ora dalla casa di riposo a volte lanciano dure accuse ai loro successori, colpevoli di non garantire una leadership forte, ma i ‘giganti’ non hanno creato le condizioni strutturali necessarie a consentire una simile leadership in situazioni di crisi.
Una fusione monetaria non può funzionare in condizioni di grande diversità culturale e finanziaria, senza il trasferimento di sovranità ad un organismo centrale che richiami tempestivamente all’ordine i partner deboli e privi di autodisciplina. Alla mancanza di disciplina fiscale nel Sud, che grazie alla moneta unica è stata a lungo possibile sfruttando in modo parassitico la maggiore disciplina fiscale nel Nord, si è poi aggiunto lo smantellamento dello Stato causato dal trionfo del neoliberismo, che ha avuto come conseguenza la deregolarizzazione totale del settore bancario.
Di conseguenza, l’Europa ora è più indifesa contro gli attacchi provenienti dai mercati finanziari, con gli speculatori che sperano di diventare ricchissimi facendo fallire interi Paesi. Questo quadro rimane incomprensibile per i Tory inglesi. L’ex ministro della difesa Fox faceva parte del gruppo di fanatici in stileTea Party e non è un male che Cameron sia ora costretto a stare a guardare impotente, visto che le idee ideologico-economiche che da Londra sono arrivate nel continente nel corso degli ultimi trent’anni hanno portato al disastro. Giustamente Sarkozy risponde con irritazione a tutti i promemoria inglesi.
Il timore
A questi difetti europei se ne aggiunge un terzo: la paura di litigare. Cosa che forse suona un po’ strana, con tutti i battibecchi dei giorni scorsi. Esiste però la paura di dire un secco ‘no’ nei momenti cruciali, invece di ‘ma sì, va bene così’. Il motto è: ‘ma sì, poi si vedrà’. Sempre più spesso, governare nelle democrazie non è sinonimo di pensare al futuro, ma di rimandare al futuro, e questo vale ancora di più per Bruxelles.
Gran parte degli attuali problemi europei sono riconducibili al fatto che, in pratica, si mercanteggia sui requisiti per l’ammissione di un Paese alla UE per calcoli geo-politici. Pertanto – citando le famose parole di Willy Brandt: non cresce insieme ciò che deve stare insieme, ma prodotti non maturi vengono gettati insieme in un’unica pentola a pressione.
L’ammissione di Grecia e Italia all’euro fa parte della categoria del ‘non-avere-il-coraggio-di-dire-no’. Per l’ammissione di Cipro all’Unione Europea, con i suoi problemi interni irrisolti e le conseguenze che questi problemi hanno sui rapporti con la Turchia, vale lo stesso ragionamento: un’Irlanda del Nord sarebbe dovuta essere sufficiente. Cipro è stata ammessa nell’Unione Europea dopo un ricatto da parte di Atene, che ha minacciato di votare ‘no’ all’annessione di altri nove Paesi ponendo il veto dell’Acropoli.
Le facce arrabbiate
Con la Romania e la Bulgaria è stata la stessa storia: annessioni premature, come si è rivelato evidente subito dopo la loro adesione – i bei punteggi erano facciate alla Potemkin, che non soddisfano in nessun modo le norme costituzionali della decenza. Ciò nonostante Bruxelles, che non osa a sufficienza ammettere la differenza tra carta e oggettiva realtà, parla e negozia con nuovi candidati: ancora una volta prevarica la paura di dover dire di no se ciò porta a facce arrabbiate.
La messa a fuoco interna si è ora spostata dalla piccola Grecia alla grande Italia, ed è giusto che sia così. Se il difetto di Atene sono le strutture statali deboli, molto più dei singoli politici, a Roma il principale problema si chiama Berlusconi, come Merkel e Sarkozy hanno sottilmente messo in chiaro: hanno detto di avere piena fiducia nelle istituzioni italiane. Gli italiani si sono sentiti abbastanza insultati e hanno risposto con lo slogan: ‘Dovranno accontentarsi dei nostri leader democraticamente eletti’. Questo è però il punto cruciale: la scelta ormai non riguarda solo l’Italia ma, a causa delle disastrose conseguenze, ormai riguarda anche noi. Berlusconi non sacrifica ai suoi interessi solo quelli dell’Italia ma anche gli interessi dell’Europa. Sotto questo aspetto assomiglia molto al suo amico amante delle donne, Gheddafi.
Il che mi fa venire in mente un’idea: sembra che ora per salvare l’euro bisognerà prima di tutto trovare un modo decoroso per far uscire di scena Berlusconi. Non potrebbe convertirsi all’Islam e diventare un guerriero musulmano? Le settantadue vergini che in questi casi, a quanto pare attendono in paradiso, secondo me sono veramente qualcosa di decoroso per lui.
Thomas von der Dunk è esperto in storia culturale ed editorialista del vk.nl.
[Articolo originale "Von der Dunk: 'Overleeft Europa Berlusconi?'" di Thomas von der Dunk]


















