Sciopero a “La Stampa”

Der Standard

I giornalisti scioperano a causa di un mancato adeguamento delle retribuzioni – Berlusconi riduce le sovvenzioni: i quotidiani di sinistra rischiano la chiusura – “La 7” annuncia licenziamenti.

Roma. I media italiani stanno vivendo un periodo difficile. Giovedì il giornale di Torino “La Stampa” non è uscito in edicola. E neanche venerdì lo sarà, a causa di uno sciopero di due giorni indetto dai giornalisti, i quali protestano perché l’editore non vuole garantire gli attuali livelli retributivi per il 2009. Il quotidiano, che esce con 300 mila copie al giorno, è sotto il controllo del gruppo automobilistico FIAT.

Nelle scorse settimane hanno scioperato anche i giornalisti del quotidiano “Liberazione”, organo di stampa del partito “Rifondazione Comunista”. Il quotidiano, che negli ultimi quattro anni ha visto una diminuzione delle vendite del 30%, registra 4 milioni di euro di debiti. Il segretario di Rifondazione, Paolo Ferrero, è pessimista: la chiusura del giornale sarà inevitabile senza i tagli alle spese e una riduzione del numero di giornalisti. 37 redattori e altri 30 collaboratori del quotidiano temono per il loro posto di lavoro.

Tagli alle sovvenzioni

Il Governo Berlusconi ha ridotto i finanziamenti ai giornali di partito e alle cooperative no-profit attive nei media; azione che mette seriamente a rischio anche la sopravvivenza del quotidiano comunista “Il Manifesto”. È dall’inizio dell’anno che “Il Manifesto” non riceve alcuna sovvenzione dallo Stato. La situazione è drammatica. Nel corso degli anni, la tiratura del quotidiano si è ridotta da 60 mila a 35 mila copie. Per questo motivo il giornale aveva pubblicato un appello ai suoi lettori, chiedendo di donare dei soldi per impedire la bancarotta del “Manifesto”.

La crisi nel panorama dei media in Italia minaccia anche la televisione. 25 giornalisti del canale privato “La 7” dovranno essere licenziati. La riduzione dei posti di lavoro è parte di un piano industriale approvato dal Consiglio di Amministrazione di Telecom Italia Media, principale azionario dell’emittente privata. Il canale TV deve fare i conti con gli esiti negativi fino al 2011. I giornalisti dell’emittente hanno annunciato uno sciopero di due giorni.

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