StampaLa riunione fiume europea di domani (20 ottobre 2011 N.d.T.) è d’urgenza. L’asse franco-tedesco non esiste più, ma bisogna trovare una soluzione per Paesi, banche e il governo dell’Europa. Bruxelles...

Il contagio è un dato di fatto: il salvataggio dell’euro ora riguarda l’Italia

NRC Handelsblad

La riunione fiume europea di domani (20 ottobre 2011 N.d.T.) è d’urgenza. L’asse franco-tedesco non esiste più, ma bisogna trovare una soluzione per Paesi, banche e il governo dell’Europa.

Bruxelles – Questo è un week-end importante per l’Euro e per l’Europa. E stavolta non si tratta della Grecia. Si tratta dell’Italia.

I problemi sono più grandi che mai. Dicono gli specialisti. Siccome i 17 dell’Europa non hanno risolto i problemi della Grecia in un solo colpo, la crisi di debito contagia altri Paesi. Di questi Paesi l’Italia è il più importante. Il debito è alto. Gli investitori dubitano della capacità di avviare riforme del premier Berlusconi. Fuggono dal Paese. Se l’Italia scivola via, scivola vita tutta l’Eurozona. “La Germania ha ripetuto a lungo che c’era solo un problema greco, e nessun problema con l’Euro. Ma la cancelliera Merkel”, rileva una fonte, “riguardo al futuro dell’Europa, dice che ora l’Italia ne è contagiata”. E a buon diritto. Ora tocca all’Italia”.

La cosa ha comportato un’urgenza del tutto sconosciuta ai tutti i discorsi di tutti i ministri delle Finanze (venerdì e sabato), ministri degli Esteri (sabato), e i capi di governo (domenica). I punti sembrano essere diversi, ma sono tutti interrelati. Le banche devono far circolare denaro nuovo. Le obbligazioni greche hanno causato già così tanti guai alle banche francesi. Ora che entra in scena l’Italia i rischi sono enormi.

Per tale motivo i fondi di emergenza EFSF acquistano maggiore forza d’urto. Dei 440 miliardi messi a disposizione, una parte è stata utilizzata per Portogallo e Irlanda. Ciò che resta non è sufficiente per proteggere l’Italia: c’è bisogno di più. Inoltre, la Grecia deve ancora ricevere i prestiti che causano disaccordi da settembre. Alcuni Paesi dell’euro vogliono oltretutto tagliare ulteriormente le banche che detengono Titoli di stato greci. Alla fine coloro che amministrano l’economia dovranno diventare ancora più severi. Su questi punti i protagonisti sono uno in opposizione all’altro.

Sebbene, protagonisti? Ce n’è uno solo che si presenta con un’idea: Angela Merkel. Che l’Europa sia guidata dall’asse franco-tedesco, diventa ogni giorno meno vero. La Germania regna in Europa. “La Francia ha ancora una sola molla, dice un interessato: “L’angoscia di perdere lo status AAA. Quello detta la posizione francese in tutti i dossier del weekend. Del resto a Sarkozy non gliene importa molto.

Ora che l’Agenzia di rating del credito Moody’s valuterà la solvibilità francese, Sarkozy non sarà disposto a dare via nemmeno un centesimo. Perciò il Presidente francese vuole applicare i fondi d’emergenza EFSF. Ma in seguito questi fondi diverranno giganteschi. Ieri sera, all’incontro conclusivo del presidente Trichet a Francoforte – che è degenerato in un mini-summit nella Vecchia Opera – i francesi hanno invocato di registrare i fondi come banche. In tal modo, la pratica del prestito illimitato a basso costo da parte dell’ECB può essere ottenuta e quest’ultimo dato a sua volta alle banche francesi. Merkel rifiuta una tale prospettiva in quanto teme che la Francia svuoti l’ECB. La Merkel vuole che i fondi al massimo diano fiducia agli investitori: se il valore dei Titoli di stato scende, il fondo garantisce un 20%.

Questo non è il “grande bazooka” che ha chiesto la settimana passata il premier Britannico Cameron – outsider nell’eurodramma. Ma questa costruzione assicurativa è l’unico metodo per ingrandire il fondo senza dover attendere l’ok di diciassette Parlamenti. Ieri girava voce che il fondo vada a smuovere 2.000 miliardi. I negoziatori si mantengono al massimo a 1.000 miliardi. La Merkel è inoltre alle prese con Berlusconi sulla questione dei fondi. La Merkel richiede che l’Italia annunci riforme e tagli di grossa portata – domenica, in plenaria. Altrimenti, non si arriva nemmeno ad un piccolo bazooka.

I preparativi per questo week-end sono soprattutto ad opera della Merkel, di Trichet, di Sarkozy e del presidente europeo van Rompuy. Precedentemente il premier lussemburghese Juncker faceva molto come presidente della UE. Ma Merkel e Sarkozy non si fidano più di lui, in quanto Juncker (sotto l’influsso dell’alcool) ha una lingua troppo sciolta e mette in dubbio le loro stesse competenze. Ora che lui abbandona, il club dei funzionari amministrativi come l’Economic and Finanical Committe (EFC) – guidati dall’italiano Vittorio Grilli – ottiene più lavoro. Essi guardano ai dettagli tecnico-finanziari e negoziano con le banche. Anche Van Rompuy, riceve lavoro extra. Gli elementi su cui gli euroministri dovrebbero decidere, atterrano sul piatto dei leader di governo, dice un funzionario. “Ma i leader di governo mancano di conoscenza tecnica. All’ultimo summit, tenutosi a luglio, dovemmo spiegargli per ore di cosa si trattava. E nonostante questo, si confuse con le cifre”.

In molti ritengono che le negoziazioni di venerdì, sabato e domenica proseguano in notturna, nonostante alcune di queste comincino presto la mattina poiché Juncker “a quell’ora è ancora lucido”. Ma ci sono ulteriori elementi di incertezza. Per tale ragione si parla di euromanagement severo. Nel trattato europeo si stabilisce che valga anche per i Paesi non appartenenti all’eurozona, Polonia e Svezia. La Polonia, che vuole avere l’euro, si presenta come outsider in rivolta contro coloro che fanno parte dell’euro, che appaiono come voler far tutto tra loro. Alcuni temono anche che si verifichi una rottura a causa della richiesta olandese riguardante un supercommissario che gestisca l’economia europea col pugno di ferro.

La Merkel e Sarkozy vogliono che Van Rompuy lo faccia. Essi non hanno fiducia nella commissione. Gli altri paesi sono d’accordo con l’Olanda nel ritenere che un commissario europeo debba essere a capo del management: la Commissione è indipendente e ha esperti, non Van Rompuy. Ma nessuno vuole il supecommissario che invoca Rutte, che prenda immediati provvedimenti senza la responsabilità di altri eurocommissari, o anche di Barroso. Negli ultimi giorni, secondo alcune fonti, si domanda all’Olanda, di non rendere più diffcoltoso il summit con una tale richiesta. Sinora in vano. Alcuni sospettano che l’Olanda agisca in tal senso non appena la sua richiesta verrà accettata, quella di un extra sconto per i titolari di obbligazioni.

E la Grecia? Sembra che tutti abbiano la memoria corta. Ci sono questioni più importanti in agenda. Lo IMF trova che la Commissione Europea sia ottimista a proposito dell’economia greca, cosa degna di nota, giacché gli europei sono di solito più rigidi. Una situazione del genere può nuovamente rallentare di un po’ le decisioni sulla prossima tranche di prestiti. Ma nessuno ritiene che l’Europa faccia cadere la Grecia. L’eurozona ha già abbastanza problemi a gestire se stessa. Se i politici si troveranno d’accordo su qualcosa, quel qualcosa sarà il fatto che essi non saranno in grado di gestire il fallimento greco.

[Articolo originale "De besmetting is een feit: de redding van de euro gaat nu over Italië" di Caroline de Gruyter]

Condividi : Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
  • email
  • Facebook
  • TwitThis
  • MySpace
  • Live-MSN
  • LinkedIn
  • OKnotizie
  • Google Bookmarks
  • YahooMyWeb
  • Blogosphere News
  • Digg
  • Reddit
  • Technorati
Traduzione di:
Nello Allocca Nello Allocca
Nello vive e lavora ad Amsterdam dal 1999 dove tra dozzine di altre cose insegna Italiano a Stranieri e vende libri in una libreria. Due volte al mese Nello manda in onda - via etere e online - una sua trasmissione radiofonica, OdRaDeK (per Radio Onda Italiana/Salto.nl), su musica, teatro, poesia, cinema di finzione e documentario, sovente con ospiti e session musicali in studio, e interviste ad artisti italiani e internazionali, residenti o di passaggio in Olanda.
Revisione di:
Silvia De Cagna