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Infierendo un duro colpo agli stereotipi, alcune recenti analisi hanno dimostrato che il rischio povertà è maggiore nel nord Italia piuttosto che nelle regioni del sud, da sempre tacciate di lentezza economica.
Nel considerare il costo della vita, due terzi delle province più povere d’Italia risultano essere in Nord Italia, secondo la ricerca pubblicata giovedì scorso da Sintesi, gruppo di esperti con sede a Venezia.
Città come Milano, Brescia e Como hanno in comune i più alti livelli di povertà, ha sottolineato Michele Bacco, tra gli autori della ricerca.
Circa il 20% dei cittadini di Brescia, spesso descritta come roccaforte di industriali e banchieri, ha un reddito al di sotto della soglia di povertà, a Milano sono il 17.5%.
La media nazionale è solo al 12.2%, e la maggior parte delle città di provincia con le percentuali più basse si trova nel Mezzogiorno, come viene chiamato il sud Italia.
Ad eccezione di una, tutte le 10 località con il più basso rischio di povertà si trovano al Sud.
I ricercatori di Sintesi ha seguito i medesimi parametri dell’Istat, l’Istituto di Ricerca Nazionale – secondo cui un nucleo familiare di due persone è considerato povero quando il suo potenziale d’acquisto risulta minore rispetto a quello medio nazionale – ma riadattandoli ai livelli di spesa locali anzichè nazionali.
Secondo Bacco, alti livelli di povertà indicano un più ampio numero di persone che guadagnano meno rispetto la media locale, maggiore in città come Milano, il cui reddito disponibile medio di 35.194 euro è il più alto del paese. A Milano, più di una persona su sei guadagna meno di 12.423 euro, la soglia locale di povertà.
I risultati offrono supporto ad un’eventuale riforma delle tasse in Italia, dove il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, con l’appoggio del partito pro-devolution della Lega Nord, sta tentando di far passare il “federalismo fiscale” così da variare le tasse e i livelli di reddito sulla base della produttività locale.
Le resistenze maggiori si sono avute soprattutto da parte dei politici che hanno un forte elettorato nel sud.
Secondo le ricerche dell’Istat, solo il 44% degli Italiani in età adulta lavora nel sud, contro il 65% del nord. E il prodotto interno pro capite è di un terzo inferiore nel sud.
Insieme alle scoperte della Sintesi che hanno sovvertito alcuni luoghi comuni, ai primi di maggio anche le ricerche della Svimez, gruppo organizzato dal governo per promuovere lo sviluppo economico nel sud, hanno rilevato una tendenza all’evasione fiscale molto più frequente nelle regioni del nord Italia.
Lo studio compiuto da Franca Mora ha scoperto che i cittadini del nord evadono circa il 19% delle tasse contro il 18% del sud.
Secondo la Mora, in questo caso il ribaltamento di un clichè nazionale è dovuto al fatto che “l’evasione fiscale è compiuta in piccole proporzioni da un maggior numero di persone nel sud, mentre un minor numero di cittadini del nord evade le tasse in proporzioni maggiori. L’evasione fiscale è perpetrata ai fini della sopravvivenza nel sud, mentre al nord serve a creare patrimoni”.
[Articolo originale "Study Debunks Italian Stereotypes" di Christopher Emsden]


















La verità è che in Italia il rischio poverà delle famiglie è molto basso con una media percentuale piu’ bassa di qualsiasi stato europeo o occidentale.
Occorre tenere presente che la quasi totalità degli italiani posiede un conto in banca e una casa in proprietà, mentre, oltre il 50% possiede una seconda casa.
Quindi la povertà vera è veramente poca.
Avere un conto in banca significa essere non poveri?
Che pena ragazzo…
http://www.noisefromamerika.org/index.php/articles/Tranquilli,_siamo_ricchi
Azz…io non ho una casa….e non posso comprarla perchè vivo da solo e il mio stipendio non basta…..Attenderò che nell’Italia Libertaria Berlusconiana si faccia qualcosa per chi non è visibile o è povero visto che parlando di case solitamente il Nano fa favori solo ai grandi proprietari immobiliari fottendosene di chi la casa non ce l’ha. Non ho visto ancora dopo 15 anni un aiuto a chi paga l’affitto mentre ho visto aiuti ai proprietari che ci rubano gran parte dello stipendio….La libertà berlusconiana è solo propaganza pseudo goebbelsiana…e scusatemi per il termine forzato
vedi che i proprietari ti mettono a disposizione una casa di parecchie centinaia di migliaia di euro che tu non ti potresti mai permettere di comprare;invece, così, ti evitano di andare a dormire sotto un ponte dentro un sacco a pelo.Quindi non vieni derubato da nessuno anzi, ringrazia il cielo fin quando trovi qualcuno che ti affitta una casa non tenendo conto dei discorsi ostili che fai
riccardo
sarebbe ostile verso chi (?) quando si constata l’ emergenza abitativa a fronte di non so quante case volute sfitte, proprietà d’ immobiliari e banche al solo scopo di creare guerra tra poveri??
Rispondo con un certo ritardo ma devo…Io purtroppo non sono d’accordo con la tua opinione. E’ lo stesso discorso che sento da chi non ha mai avuto problemi economici e che proprio per questo non ci ha mai pensato. In fondo io pago tutte le tasse che devo allo stato e sono orgoglioso di questo ma vorrei che i soldi che pago come tutti gli italiani onesti mi ritornino in servizi o comunque vorrei che lo stato facesse quello che deve in base alla nostra costituzione. Io comunque non mi lamento tanto per me ma per tutti coloro che stanno peggio di me grazie agli evasori, alle ruberie che gli stessi politici commettono ogni giorno, alle lobbies economiche che governano in realtà il paese e di cui si sta parlando in questi giorni. Lobbies così annidate nei gangli del potere da rendere inutile il voto popolare. Penso anche che da quando ho il lume della ragione non ci sia stato nessun miglioramento in questo paese nei servizi, nella vita di tutti i giorni, anzi……Talvolta mi è capitato di andare all’estero e ho purtroppo visto confermare l’arretratezza dei nostri servizi rispetto a quelli di altri paesi europei che fanno parte come noi delle potenze industriali avanzate. Pensa che paesi come Germania e Francia spendono molto di più per le famiglie rispetto all’Italia nonostante si abbia il Vaticano e una “feroce” propaganda continua ad illuderci….
Avere solo il conto i banca forse non basta, ma se si considera che piu’ dell’80% degli italiani è proprietario della casa dove abita e oltre il 50% possiede una seconda casa, credo che basti per definire gli italiani un popolo di benestanti.
forse ti sfugge il piccolo particolare che la maggior parte degli italiani non sono proprietari di una casa, bensì MUTUATARI di essa, cosa ben diversa.
finché paghi il mutuo la casa è di proprietà della banca..
E’ vero che molti Italiani hanno contratto un mutuo per la casa.
Però, la differenza è che gli italiani pagano le rate con regolarià, mentre in molti paesi stranieri (Portogallo, Spagna, Irlanda, ecc.) i mutuatari hanno fatto fallire le loro banche perchè non sono riusciti a pagare le rate.
Se non si capiscono queste differenze è inutile discutere.
Ma all’estero il mutuo della prima casa lo paga la regione?
http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002287-351.html
a me questo discorso che la maggioranza degli italiani abbia una casa di proprietà pare tanto una leggenda… o, almeno, tra la cerchia dei miei parenti, amici e conoscenti la maggioranza è in affitto, perciò non trovo riscontro con questo dato ribadito in continuazione per sostenere che “noi stiamo meglio” rispetto ad altri. Sarà che non ho amici e famiglia particolarmente abbienti…
Il vero problema è che molti benpensanti della sinistra italiana, credono, a torto, che la stessa sinistra possa guadagnare voti solo se l’Italia è povera o se gli Italiani credono che sia tale.
creDino (dino credibile cretino)
per tornare al titolo dell’ articolo: stereotipi comuni di tanti paesi sono gl’ ignoranti, poveri d’ informazione; ma di cialtroni, come te, ne siamo si ben rappresentati, ché se avreste segatura tra l’ orecchie ragionereste un tantino PIU’ meglio
Purtroppo vedo che un certo modo di discutere – appreso certamente dai mass media e/o dalla classe politica – sta facendo degenerare il dialogo su un argomento molto serio. Certamente in Italia i poveri esistono, sono tanti e se qualcuno non li nota forse è perché, nonostante tutto, riescono a mantenere decoro e dignità senza palesare il loro disagio – mi riferisco soprattutto agli anziani.
Ci è dato anche lo spettacolo di ricchi che ostentano la loro condizione in modo..fastidioso? Ma questo accade anche in altri Paesi. Quello che veramente non vedo condiviso all’estero è un certo modo spudorato di gestire il potere. Siete daccordo?
chiara
il potere lo riconduci alla gestione della cosa pubblica?
s’ è così ci son paesi, credo, messi peggio perché in generale son più poveri e affamati di noi, dove si sopravvive e di meglio non hanno: può un’ ape aspirare, per migliorare, divenire rondine?
se il potere è dell’ uomo “furbo” sul beota, diciamo che sto furbo vorrà sempre più beoti, son la sua ragion di vita e non se ne priveranno mai, a costo di gogne, carceri e, se va bene, sconfessioni (abiuri) assoluzioni e oboli in vita natural durante
al sud non è che non ci sono soldi…non vengono investiti!!! semplicemente finisce che se li mangiano i politicanti di turno…