Il corrispondente da Roma per El Pais Miguel Mora, fa il punto della situazione politica di un'Italia che sembra ormai alla deriva

Mafiosi, elefanti e altri fascisti

El País

Se in Spagna siamo bravi ad esportare prosciutto e flamenco (i tori sono piú difficili da vendere), a Vaticalia storicamente il prodotto tipico che si è venduto meglio è stato la criminalità organizzata. Adesso non c’è più neanche bisogno di uscire dal Paese, dato che il berlusconismo è un buco nero in cui trovano posto tutte le specie del peggior crimine vaticaliano.

Abbiamo massoni, evasori, profittatori di minorenni e mitomani da manuale, a scelta; abbiamo mafiosi da bacio sulla guancia e bibliofili e mussoliniani come il numero due Marcello Dell’Utri; abbiamo avvocati condannati per aver corrotto giudici, come l’ex numero due Cesare Previti (il cui avvocato a sua volta difende adesso il capo nel caso Ruby); abbiamo coordinatori regionali in forte odore di Camorra come Nicola Cosentino, Nick O’Mericano; e memores domini di CL come Roberto Formigoni, che falsificano le liste elettorali per far diventare deputate le fidanzatine del capo, mente i giudici rivelano che i vertici della ‘Ndrangheta si riuniscono negli ospedali pubblici della Lombardia.

Ci sono inoltre banchieri di provincia sanzionati dalla Banca d’Italia, come Denis Verdini, che si dedicano all’arruolamento degli opportunisti; abbiamo anche squadristi fascisti e ficcanaso ai vertici di municipi e ministeri; ragazze da calendario abituate a coccolare l’anziano capo firmando decreti sulle quote rosa al 33% (un gran passo avanti); ex maestri di sci ascesi a ministri degli Esteri; per non parlare di melliflui gentiluomini di Sua Santità di stanza al fronte del governo della nazione, come Gianni Letta.

Negli ultimi giorni il clima da basso impero già fa acqua ovunque, e dato che la legislatura può morire d’infarto per un qualsiasi incidente, o per una storia di letto o perché un qualsiasi ricattatore transfuga preme il bottone sbagliato in parlamento, le belve escono dalle tane in branchi.

Così abbiamo conosciuto più da vicino alcune specie rare che vivacizzano un po’ di più, casomai ce ne fosse bisogno, il solito circo.

All’Elefantino Giuliano Ferrara il capo ha dato un programma TV su Rai 1 che ha l’indecenza di chiamarsi Qui Radio Londra. Il vecchio ex comunista non ci difende dai nazisti, ma dai moralisti e dai giacobini. La cosa dura cinque minuti, ma basta per farci vomitare più volte. Il sermone quotidiano di questa sublime intelligenza Vaticaliana dedicata a fasi alterne alla crociata pro vita e alla difesa a oltranza del campione della democrazia di Arcore, è un esercizio di cinismo, svergognatezza e manipolazione che rende ridicoli i trucchi di Mago Cipolla, quel personaggio dell’istruttivo racconto di Thomas Mann (leggetelo ora e vedrete come Mussolini e B. si somigliano) .

L’altro giorno Ferrara si mise un sacchetto di plastica in testa in piena trasmissione: metteva in scena il suicidio di un accusato di Tangentopoli per incolpare il giudice De Pasquale, che sta alle calcagna di B.

Oggi ha difeso il ministro xenofobo Roberto Maroni (in alto, vestito da sceriffo padano) descrivendolo come difensore della libertà e del benessere degli africani, dicendo che ha sempre voluto farla finita con l’immigrazione clandestina per frenare le morti nei barconi gestiti dalle mafie. Tra questo, e il fatto che B. he espresso ieri il suo “dolore” per il naufragio dei quasi 300 subsahariani a 39 miglia da Lampedusa, non si sa più cosa pensare. A proposito, l’acquisto della casa a Lampedusa è rimasto in sospeso. Nessuno l’aveva avvisato che lì non c’è bunga
bunga ma barconi, disperazione e morte.

È curioso comunque che l’unica mafia di cui Maroni ammette l’esistenza sia sempre di colore e subsahariana. Di quella che ha nel cortile di casa, la ‘Ndrangheta, la Camorra e Cosa Nostra che da decenni risiedono nella sua Regione e convivono beatamente con le aziende di B. e della Lega, non gli piace tanto parlare.

Comunque Maroni esce da due mesi di gloria, di trionfi senza soste. Ha dichiarato guerra alla Francia perché Sarkozy non ammette i tunisini che gli vuole mandare sottobanco concedendo loro un permesso di soggiorno provvisorio per fare le vacanze a Schengen. E la sua grande invenzione ideologica, il Pacchetto Sicurezza, ha subìto uno scossone dalla Corte Costituzionale, che cha detto che i poteri dati ai sindaci per gestire le emergenze degli zingari e altre chicche fasciste sono eccessive ed incostituzionali.

Il colmo è che un minuto prima che Ferrara parlasse delle mafie dell’immigrazione, grande risorsa per chi innalza muri nel Mediterraneo negoziando condizioni con i dittatori e senza spendere un euro per integrazione o aiuti allo sviluppo, il telegiornale del grande Minzolini ha trasmesso alcuni minuti di un’intervista fatta dalla rivista Panorama, un’altra azienda del capo, all’ex governatore siciliano Totò Cuffaro, un beato come dio comanda e che al momento è in carcere per corruzione e favoreggiamento di Cosa Nostra.

Ovviamente Cuffaro ha detto che non ha mai aiutato la mafia e che la sentenza è stata ingiusta. Orwell e Goebbels paragonati a Vaticalia TV erano un asilo per bambini. Anche se Minzolini trasmette ogni sera un notiziario degno del peggiore regime sovietico (sarà per questo che ha il profilo di Facebook pieno di mignotte russe?).

(Nota: nella prima versione di questo post per il politico in carcere si dava erroneamente il nome di Raffaele Lombardo, attuale governatore siciliano. Oggi 10 aprile si sa si è saputo che Lombardo è stato imputato per associazione mafiosa per aver chiesto voti alla mafia catanese tra il 1998 e il 2010).

Un altro grande esemplare del nuovo bestiario da fiera è Scilipoti, il re dei transfughi. Qui si può vedere mentre corre a votare l’altro giorno, cercando di salvare il culo, il mutuo e la pensione vitalizia. [si riferisce alla foto di Scilipoti in Parlamento, N.d.T.]

Infatti il piccolo grande Scili, pilastro dell’esecutivo dal dicembre scorso, ex-dipietrista e Responsabile della prima ora, chiamato affettuosamente da Berlusconi Mimmo, diminutivo di Domenico, ha appena presentato il programma politico del suo partitello. E risulta che la nuova bibbia di Responsabilità Nazionale gli è riuscita come una copia quasi esatta del Manifesto degli Intellettuali Fascisti del 1925.

Il testo del programma scilipotico recita così: “Responsabilità Nazionale è il movimento recente ed antico dello spirito italiano”. Nel manifesto del ‘25 si legge:”Il Fascismo è un movimento recente ed antico dello spirito italiano”. Un copia e incolla quasi perfetto. Ancora: “Il movimento è intimamente connesso alla storia della Nazione Italiana» (fascisti). Scilipotisti: «Il movimento è internamente connesso alla storia della Nazione Italiana». Perché non si dica che non ha idee proprie, Mimmo ha cambiato un avverbio.

Un altro piccolo esempio. Scilipoti: “La Patria è la riconsacrazione delle tradizioni e degli istituti che sono la costanza della civiltà”. Fascio: “La Patria è pure riconsacrazione delle tradizioni e degli istituti che sono la costanza della civiltà”. Questo è creazione.
Ultimo. Scili: “Responsabilità è concezione austera della vita”. Fasci: “Il fascismo è concezione austera della vita”.

Se a questo aggiungiamo che l’altro giorno certi senatori del PDL volevano abolire con un colpo di mano il divieto di apologia del fascismo, la cosa diventa più evidente.

Ma non è tutto. Nicole Minetti sarà deputata nazionale nella prossima legislatura, secondo le intercettazioni segrete di B., anche se lei preferisce essere ministra degli Esteri, secondo quanto ha dichiarato a La Repubblica. E, come si è visto, lo spettacolare processo Ruby è durato nove minuti, e questo è tutto, amici.

Ed ora non resta che presentarvi il brillante Roberto De Mattei, vicepresidente del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche). Udite udite. Questo signore dal piglio allegro è l’ultimo grido a Vaticalia. Dopo aver fatto arrivare fino in Giappone la sua voce argomentando che le catastrofi “sono una voce terribile ma paterna della bontà divina”, l’illustre storico a stipendio pubblico è tornato ai microfoni di Radio Maria (o forse a fumarsi una canna grande come un microfono) ed ha ricordato che l’Impero Romano cadde per colpa dei pervertiti che infestavano Cartagine. la Provvidenza, difatti, volle servirsi dei barbari per liberare l’Impero dagli omosessuali.

Così stanno le cose. Vi dico solo che stiamo cominciando ad avere nostalgia di Aznar, Acebes e Zaplana. Non so se rendo l’idea.
Viva Vaticalia.

[Articolo originale "De mafiosos, elefantes y otros fascistas" di Miguel Mora]

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Traduzione di:
Alessandra FurvisSpagna Alessandra Furvis
Industrial Designer torinese a Barcellona. Traduce articoli dallo spagnolo. Sogna che molti più Italiani vedano il proprio Paese attraverso la stampa estera.
Revisione di:
Amina IacuzioFederica  D’andrea