Il ritratto di Berlusconi fatto da WikiLeaks preoccupa l’Italia e non solo

The Guardian

Le accuse di profitti personali e gli stretti legami con Vladimir Putin sono preoccupanti per gli italiani, e per la comunità internazionale

Vanesio, macho, ossessionato dal culto della personalità, autocratico, con un debole per le donne e una indiscussa maestria nella disinformazione, controlla ampie parti dell’economia del suo paese, nel quale i confini tra la gestione dello Stato, il crimine organizzato in stile mafioso e la corruzione sembrano, a volte, pericolosamente confusi. Di chi si tratta: di Vladimir Putin o di Silvio Berlusconi? Agli occhi dei loro detrattori questa è sembrata un’accoppiata divina, o piuttosto infernale, fin dal primo momento.

Vedendo la coppia trascorrere le vacanze insieme nelle ville in Sardegna di Berlusconi, o nella dacia di Putin, molti italiani ben informati hanno istintivamente pensato che una simile e intima alleanza avrebbe potuto essere motivo di preoccupazione. Le rivelazioni di WikiLeaks hanno confermato che la loro relazione amorosa veniva vista con sospetto anche dai diplomatici americani. L’ambasciata americana a Roma si è spinta fino a considerarla un pericolo per gli interessi americani in Europa. Riferirono a Washington il sospetto di motivazioni personali di natura finanziaria e accuse di tangenti relative agli accordi energetici fra il gigante russo del gas Gazprom e l’azienda italiana Eni, una multinazionale del gas e del petrolio controllata dal governo.

I media italiani, o almeno quegli elementi non controllati da Berlusconi, si sono occupati in maniera estensiva dei telegrammi trapelati dall’ambasciata americana, concentrandosi su tre aspetti. In primo luogo, le accuse di corruzione riguardanti il gasdotto South Stream, una joint venture Gazprom-Eni che porterà gas dalla Russia all’Europa. È sotto osservazione la costruzione da parte dell’Eni di parte dell’infrastruttura che attraverserà il mar Caspio, e che costerà 15,5 miliardi di euro.

Il secondo punto d’interesse si riferisce al conflitto georgiano del 2008, e alle motivazioni date da Berlusconi durante quella crisi: gli ambasciatori americani lo definirono “il fedele portavoce di Putin in Europa”.

Il terzo punto riguarda la conferma che le decisioni sulla politica estera italiana sono state chiaramente dirottate dalla Farnesina, il Ministero degli Affari Esteri, alla cerchia interna di Berlusconi e, si suppone, ai suoi soci in affari. Questa, ancora una volta, era tutt’altro che una notizia top secret. Perché un uomo d’affari che ha usato senza alcun ritegno il suo potere politico per i suoi interessi personali in patria dovrebbe decidere di fermarsi ai confini nazionali?

Il fatto che i diplomatici americani sembrano condividere con franchezza i sospetti che molti italiani hanno sempre nutrito, ha gettato gli amici di Berlusconi in un’isteria quasi comica. Il premio per la miglior performance comica deve sicuramente andare a Franco Frattini, l’attuale ministro degli esteri italiano che, a gran voce, ha proclamato che le rivelazioni di WikiLeaks sarebbero state “l’11 settembre della diplomazia internazionale” e che Julian Assange vuole “distruggere il mondo”. Questo è lo stesso ministro degli esteri che è accusato di essere in secondo piano nella politica estera del suo stesso governo. Farà qualcosa per smentire questi sospetti?

Per il momento, Berlusconi, abbracciando calorosamente Hillary Clinton al vertice OCSE di Astuna, ha dichiarato che “il caso è chiuso”. Il segretario di stato americano si è a sua volta scusata, ripetendo che “Berlusconi è il miglior amico dell’America”. Ma che amico è colui il quale viene definito dai dispacci americani come un leader dell’Europa moderna “incapace, vanitoso e inefficace”. È anche accusato di fare “spesso tardi la notte” e che “una predilizione per festeggiare ininterrottamente significa che non riesce mai a riposare a sufficienza”.

C’è qualcosa in queste rivelazioni che sicuramente danneggia la credibilità dell’Italia all’estero. Ma ci dev’essere anche motivo per una maggiore preoccupazione a livello internazionale, se uno dei maggiori paesi europei, storicamente allineato a Washington e alla Nato, viene visto spostarsi non solo verso la Russia a est, ma anche verso la Libia a sud.

Il leader dell’opposizione italiana, Dario Franceschini, ha chiesto che il presidente del consiglio si presenti in parlamento per dare spiegazioni. E l’opinione pubblica? Il fatto più noto su Silvio e Vlad è che Putin ha regalato al suo amico un letto gigante con delle tende, nel quale Berlusconi ha intrattenuto una delle sue escort. E la triste verità è che ciò rappresenta, per molti italiani che votano per Berlusconi, un motivo di vanto.

[Articolo originale "WikiLeaks cables portrait of Silvio Berlusconi is a worry beyond Italy" di Annalisa Piras]

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