Ma chi paragona i rumeni e gli italiani ai ratti?

Libération

Strani manifesti xenofobi, che raffigurano tre ratti, rumeni ed italiani che rosicchiano del formaggio svizzero, stanno alimentando da lunedì scorso scandali e speculazioni nel Canton Ticino, dove gioved i committenti di questa campagna [pubblicitaria] erano [ancora] ignoti.

I tre ratti dall’aria sinistra, raffigurati su centinaia di manifesti affissi nel cantone frontaliero, rappresentano un ladro rumeno, Bogdan, un piastrellista italiano, Fabrizio, e anche un certo Giulio, avvocato, che rappresenterebbe il ministro italiano delle finanze Giulio Tremonti, chiarisce il sito internet www.balairatt.ch (“I topi ballano”) creato, secondo i media svizzeri, dall’agenzia pubblicitaria autrice della campagna.

Il sito, nei suoi testi, denuncia inoltre l’ ”invasione” nel cantone di 45 000 lavoratori frontalieri e “la criminalità importata”. Questi manifesti hanno sollevato una protesta generale nella Confederazione dove gli oppositori all’Europa sono noti per le loro campagne particolarmente aggressive.

Ma questa volta i committenti restano sconosciuti. Tra i politici ritenuti dalla stampa i probabili autori, l’UDC, il partito della destra popolare notoriamente xenofobo, intervistato da AFP [Agence France Presse, N.d.T.], ha formalmente smentito di essere coinvolto. L’UDC tuttavia è stata all’origine di campagne dallo stesso tenore, che ritraevano pecore bianche svizzere nell’atto di espellere a calci delle pecore nere straniere, corvi che rappresentavano rumeni e bulgari mantre rosicchiavano la bandiera elvetica o ancora una donna con il velo davanti a dei minareti a forma di missile nucleare.

Un responsabile ticinese del partito punta il dito contro la Lega [dei Ticinesi] ma il partito populista del Ticino creato nel 1991 sulla scia della Lega Nord italiana, a sua volta smentisce formalmente. “Non abbiamo nulla a che vedere con questa campagna che si è spinta un po’ troppo lontano anche se abbiamo dei problemi con gli stranieri”, ha spiegato ad AFP il suo leader Giuliano Bignasca.

Secondo il responsabile, si tratta semplicemente di una “campagna pubblicitaria per i formaggi svizzeri”. L’autore del manifesto, Michel Ferrise, ha dichiarato al quotidiano Le Matin, senza tuttavia essere convincente, che il suo committente era “probabilmente un imprenditore”.

Il mistero dovrebbe essere svelato venerdì, hanno dichiarato ad AFP numerose fonti attendibili. Resta il fatto che la faccenda ha creato del malcontento in Ticino, dove la Lega recentemente ha incitato a “cacciare i Rom o a metterli in campi”.

[Articolo originale "Mais qui compare les Roumains et les Italiens à des rats ?" di Agence France Presse]

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Traduzione di:
Claudia MarruccelliItalia Claudia Marruccelli
Laureata in lingue, traduce e collabora con IDE dal tedesco e dal francese, affinchè la libera informazione e la cultura non vengano sommerse dalle politiche distruttive
Revisione di:
Roberto Simone