La “vendetta” di Berlusconi blocca ancora una volta la trasmissione del Paxman italiano

The Guardian

I suoi sostenitori lo considerano il Jeremy Paxman italiano, un presentatore televisivo aggressivo, ma acuto. Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, proprietario della maggior parte delle emittenti televisive private del Paese e che controlla indirettamente l’emittente pubblica RAI, lo considera un pericoloso uomo di sinistra. Ecco a voi Michele Santoro, l’eroe temporanamente sospeso della televisione d’informazione italiana. Santoro, presentatore del più seguito programma d’approfondimento politico Annozero è stato sospeso per due settimane dal direttore generale della RAI, Mauro Masi .

Il presentatore senza peli sulla lingua ha accusato la direzione della RAI di aver negato i contratti agli altri giornalisti presenti nel programma e pare l’abbia quasi mandata a quel paese in diretta. Ha dichiarato, tuttavia, che la sospensione per due puntate è stata provocata da una vendetta del Premier nei suoi confronti scaturita in seguito al paragone tra alcuni dei discorsi di Berlusconi e quelli di Mussolini.

Durante l’ultima puntata, Santoro si è rivolto a Berlusconi riguardo la sua sospensione: “Siamo il più importante programma di informazione della TV italiana e insomma, io l’ho sempre rispettata ma questo è il motivo per cui lei, come si dice, ‘non ce vo’ stà’. Noi non siamo perdenti, siamo forti e questo è il problema”. Il presentatore dai capelli grigi si è quindi rivolto al suo pubblico perché aderisse alla raccolta firme contro la sua sospensione.

Diversamente da molti dei suoi colleghi, Santoro ha l’abitudine di gettare luce sugli angoli bui dell’impero politico e mediatico di Berlusconi, coprendo accuse di appalti truccati, presunte frequentazioni di prostitute, e accuse di legami in passato con la mafia. Berlusconi ha minimizzato svariate inchieste. A quel che si dice, ciò che veramente lo fa infuriare è scoprire gli indici d’ascolto raggiunti dal programma di Santoro – cifre che crescono ogni volta che si immagina il Presidente del Consiglio spinga qualche funzionario della RAI a sabotare il programma.

Quando Annozero, assieme a tutti gli altri programmi di approfondimento politico, è stato sospeso prima delle elezioni regionali di marzo – ufficialmente per garantire la par condicio – Santoro ha siglato un contratto con Sky, aprendo il programma con il paragone mussoliniano. Masi, entrato in RAI 18 mesi fa dopo aver fatto parte del Consiglio dei Ministri di Berlusconi, è diventato anche lui un bersaglio. Quando è stato intercettato durante un’indagine penale e le trascrizioni sono state fatte trapelare, Santoro si è deliziato a rivelare come Masi aveva detto che “nemmeno in Zimbabwe” i governi lavorano con così tanto zelo nel censurare la stampa. Masi aveva fatto queste dichiarazioni dopo che un funzionario presso l’autorità di controllo della TV pubblica si era lamentato del fatto che Berlusconi lo chiamava spesso per costringerlo a sospendere Annozero.

“Lo scontro tra Santoro e Masi è uno scontro tra megalomani”, ha scritto Aldo Grasso sul Corriere della Sera. “Il primo è convinto d’essere l’incarnazione della libertà d’espressione; l’altro, che non sapeva nulla di TV fino a poco tempo fa, è convito di essere il capo assoluto della televisione pubblica.”

“O me o lui”, così ha risposto Santoro la scorsa settimana mentre montava la battaglia di nervi tra i due. Annozero ha avuto ascolti record giovedì scorso – pari a sei milioni -, e si prospetta un avvicendamento ai vertici della RAI. Per Santoro, questo rappresenta un notevole ritorno. In molti pensarono che la sua carriera fosse finita nel 2002, quando il suo programma venne sospeso dopo che Berlusconi accusò lui e altri due presentatori di fare un uso crimonoso della TV pubblica. Non andò in onda per quattro anni.

Dopo che le notizie sulla sua ultima sospensione sono trapelate, i sostenitori di Gianfranco Fini, l’ex alleato di Berlusconi, hanno dichiarato prontamente che la vera informazione di parte nella RAI si trova nel tg 1, il più importante telegiornale di cui nuovo direttore ha mandato in onda discorsi in cui elogiava Berlusconi come rivoluzionario. Berlusconi ha dichiarato l’anno scorso che è inaccettabile che la TV di Stato critichi il governo.

E’ da sempre che i palinsesti della RAI sono pieni di politici, ma mai prima d’ora il Presidente del Consiglio ha avuto il controllo anche sulla concorrenza privata. La presa asfissiante di Berlusconi, che ha aiutato l’Italia a scendere fino al 72emo posto nella classifica della libertà di stampa stilata dalla Freedom House, appena dietro Tonga, è stata rafforzata dai continui attacchi sui rivali di Berlusconi da parte de Il Giornale, quotidiano di proprietà del fratello del Premier. Ma persino Il Giornale è stato costretto ad ammettere che Masi è stato messo nel sacco da Santoro, lamentandosi che ora i critici nei confronti di Berlusconi all’interno della RAI sono più numerosi che mai.

Secondo Nino Rizzo Nervo, membro del consiglio d’amministrazione della RAI, Santoro sconfiggerà la sospensione per due puntate. “Farà appello e sono certo che vincerà”, ha dichiarato.

[Articolo originale "Berlusconi 'vendetta' takes Italy's Paxman off air again" di Tom Kington]

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